Se scambio cambio: la curiosa unione tra Museo Diocesano Tridentino e Muse

Se scambio cambio: la curiosa unione tra Museo Diocesano Tridentino e Muse

di Federica Falvino

AMEI, l’Associazione dei musei ecclesiastici, quest’anno dedica due giorni al dialogo tra le varie istituzioni culturali: “Le attività previste sono un modo per farsi conoscere, un tentativo d’apertura a qualsiasi tipo di differenza: culturale, etnica che religiosa” - dice la direttrice del museo Diocesano Domenica Primerano - “Siamo uno degli 800 musei ecclesiastici d’Italia, ma pochi ci frequentano. Con l’evento ‘Se scambio cambio’ il museo si pone 4 obiettivi: rafforzare il legame con il territorio, diventare accessibile a 360°, dialogare con realtà differenti ed aprirsi al contemporaneo”.

Dà il via alle danze lo scambio di opere tra Diocesano e Muse: il primo dona per tutto il mese di ottobre il dipinto “La Creazione di Eva” (1928) di Tullio Garbari, visibile nella sala dell’evoluzione del Muse, un confronto aperto lasciando al visitatore la libertà di riflettere sulla dicotomia creazione/evoluzione; il museo scientifico risponde con l’aggiunta nella sala palatina del Diocesano di un airone cinerino in volo, un animale dai molteplici significati simbolici che fronteggia l’altare alato della chiesa di San Vigilio di Tassullo e completa l’installazione dell’artista Annamaria Gelmi, Leukos: “Questo è uno spazio rituale, lo specchio d’acqua al quale rimandano gli specchi a forma di croce è un’eco al legame indissolubile tra vita e morte, ma anche ai primi insediamenti sacrali. È una doppia immagine che richiama le esperienze di una vita intera”.

Conclude infine Michele Lanzigher, direttore del MUSE: “I musei non sono depositi polverosi in cui abbandonare opere ormai desuete. Sono luoghi dove la conoscenza e la diversità devono avere un forte impatto nei visitatori tanto da ispirare un percorso che migliori la comunità dal punto di vista sociale e politico che deve essere sostenuto da un progetto condiviso da importanti collaboratori. Con questo connubio abbiamo cercato di attenuare la classificazione tra musei ed ecco che la diversità è stata alla base della nostra unione”.

Il tema dello scambio non poteva allontanarsi da quello del baratto e quindi il Diocesano ha unito le forze con la Caritas locale: i volumi d’arte in eccesso del museo potranno essere scambiati con generi alimentari donati dai visitatori.

Per informazioni sul programma: www.museodiocesanotridentino.it

 

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