SanbaRadio incontra i candidati rettore: Flavio Deflorian e Massimiliano Sala

Si avvicinano le elezioni del Rettore per il sessennio 2021-2027

SanbaRadio incontra i candidati rettore: Flavio Deflorian e Massimiliano Sala

di Martina Bartocci

Martedì 23 febbraio si terranno le elezioni del Rettore per il sessennio 2021-2027. I candidati rettore sono Flavio Deflorian e Massimiliano Sala i quali, in un incontro con i media, hanno presentato i loro programmi e le loro idee per un eventuale mandato.

Sono state numerose le domande poste ai due candidati dai giornalisti presenti. Dalle loro risposte sono emerse due visioni diverse sul futuro della nostra università. Di seguito, una disamina riassuntiva delle proposte dei Proff. Deflorian e Sala.

Flavio Deflorian

Il Prof. Deflorian pone tra le priorità del suo mandato la ricerca, considerandola uno degli elementi distintivi dell’università di Trento: mettere le ricercatrici e i ricercatori nella condizione di lavorare al meglio possibile è sicuramente tra gli scopi principali di un suo eventuale mandato. A tal proposito, sarà necessario investire nell’edilizia per creare nuovi spazi adibiti alla didattica e alla ricerca e offrire la manutenzione necessaria agli spazi esistenti. Il candidato in questione si focalizza anche sulle aule studio che vanno potenziate in centro città, alleggerendo il peso che grava sulla Buc. Deflorian fa notare infatti come quest’ultima, sebbene nasca come biblioteca, venga utilizzata anche come sala studio e, nell’attuale periodo di pandemia, questo spazio non è sufficiente. Per quel che riguarda la didattica, il professore vuole valorizzare la presenza dello studente a Trento: “La tentazione di studiare a distanza sarà forte dopo questa pandemia e qualcuno lo farà, ma io vorrei che invece la maggior parte degli studenti tornino in città. Dobbiamo favorire iniziative nelle quali la presenza rappresenti un valore aggiunto. Con la pandemia abbiamo imparato una didattica diversa, che ci lascia un’eredità importante. Io penso ad esempio al tema della formazione permanente, alla formazione che continua anche dopo la laurea. In questo ambito ad esempio, gli strumenti multimediali possono essere estremamente utili.” Molto importante per Deflorian anche il tema della cosiddetta “terza missione”, ossia tutto ciò che riguarda il trasferimento della conoscenza dall’università al mondo esterno, ossia il rapporto tra i dipartimenti e il territorio. Per il candidato in questione l’università giocherà un ruolo fondamentale nella ripartenza della società dopo la pandemia. Molto netta la posizione di Deflorian anche sulla Scuola di Medicina (tema che divide i due candidati): “Medicina non è un tema secondario. Il Trentino-Alto Adige era tra le poche regioni a non avere la Scuola di Medicina, anche perché abbiamo il Cibio e il Cimec che fanno ricerca in quella direzione. La sostenibilità economica è stata valutata anche dall’Anvur quando ci ha dato l’accreditamento. Certamente noi abbiamo delle risorse che ci permettono di partire, di sostenere un corso di laurea in medicina e chirurgia. Il problema sono le specializzazioni che non sono coperte da quel budget. Quindi è evidente che in futuro bisognerà trovare nuove risorse per portare avanti questo progetto. Però vorrei fare presente che nessuna iniziativa è mai partita a Trento con così tante risorse garantite.” Per quel che attiene infine ai rapporti con la PAT, il professore afferma che la storia della collaborazione tra l’università e la provincia è una storia di successo, anche perché senza la provincia l’università non esisterebbe. Tuttavia, sebbene questo rapporto sia da guardare con favore, non parliamo di un rapporto facile. Deflorian è ad esempio molto critico sulla proposta di modificare la nomina del presidente dell’opera universitaria (il quale, con questa modifica, sarebbe nominato esclusivamente dalla provincia sentita l’università). “Mi lascia perplesso il fatto che, in questo momento in cui la parola intesa dovrebbe essere la parola che tutti pronunciamo convintamente, sulla parola intesa si tiri una linea. Io lo vedo come un atteggiamento che l’università non può non interpretare in maniera ostile. Questa cosa può pregiudicare i rapporti tra l’università e la provincia? Certamente si, perché questa cosa ci deve essere spiegata.”

Massimiliano Sala

Il Prof. Sala auspica un’università più collegiale e più trasparente. Due sono le priorità di un suo eventuale mandato: mantenere saldo il connubio tra università e ricerca e lottare contro la burocrazia. Bisogna infatti far ripartire l’amministrazione per operare al meglio con il territorio e con le altre istituzioni. Il professore vuole aiutare i gruppi di ricerca che troppo spesso sono rallentati, a causa dell’eccessiva burocrazia e della mancanza di strutture idonee. Proprio per questo, il candidato in questione ha in mente un grande progetto edilizio che comprenda aule studio, laboratori e studentati. In particolare, c’è molta ambizione per nuovi investimenti nel polo di Rovereto. Secondo Sala inoltre: “Nell’università di Trento abbiamo un’ottima didattica. Il Covid ci ha costretto ad una situazione emergenziale e da questa emergenza vorrei trarre dei benefici. Vorrei puntare alla didattica aumentata, cioè alla didattica in aula che si affianca a strumenti multimediali. Poi vorrei creare uno o due percorsi di laurea interamente online, andare sul mercato internazionale e cercare di farci valere anche lì.Molto importante, anche per Sala, il tema della terza missione, in particolare ciò che riguarda la formazione dei professionisti, delle aziende e del loro aggiornamento: “Ormai non possiamo pensare che dopo la laurea si lavori e basta. Questa formazione permanente va seguita.” Critica invece la posizione del professore sulla Scuola di Medicina. Egli afferma infatti che quest’ultima è stata decisa in maniera frettolosa e senza un reale coinvolgimento dell’ateneo. Proprio per questo, una volta rettore, è intenzionato a proporre un referendum sulla Scuola di Medicina. Nel caso in cui vincesse la compagine contraria a questo progetto, si porterebbe avanti l’impegno minimo garantito dall’università alla provincia e allo stato, ma medicina non sarebbe più il futuro dell’università di Trento. Per quel che riguarda i rapporti con la PAT, per Sala la provincia non può essere ignorata perché si tratta di un interlocutore importantissimo. E’ altresì importante per il professore però garantire all’università una certa autonomia e si esprime in questo modo: “Noi parliamo con la provincia che raccoglie le istanze del territorio, ma siamo noi a dover decidere quali degli stimoli della provincia seguire in base alle nostre inclinazioni. Secondo me quindi un rapporto paritario si può avere. Per quanto riguarda la modifica della nomina del presidente dell’Opera universitaria, non capisco perché un sistema che funzioni vada cambiato.”

Alla luce dei due programmi presentati, ci auspichiamo che vinca il migliore e che l’università di Trento venga guidata al meglio nel suo percorso futuro di crescita.

 

img.source: Radio NBC Rete Regione

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