Questione dei bagni a Sociologia

Il braccio di ferro tra UDU-UNITIN e Collettivo Refresh continua

Questione dei bagni a Sociologia

di Gianmarco Pallaoro

Ad ormai un mese dalla pubblicazione del primo post sull’argomento, la questione “bagni di sociologia” fa ancora discutere l’ateneo, per via delle modalità proposte per la risoluzione del problema: il consumo di eroina presso i bagni del dipartimento di via Verdi. <<Come avrete notato>> specificano in un post gli studenti responsabili di UDU-UNITIN a seguito di una discussione con il direttore del Dipartimento di Sociologia <<da quando ha preso piede l’idea di chiudere con il badge quasi tutti i bagni di lettere il problema del consumo di eroina nei bagni di sociologia è aumentato di molto (come testimoniano le segnalazioni a Spotted: UNITN). Il Dipartimento ha individuato due possibili soluzioni: La prima è quella di ingaggiare una guardia giurata che periodicamente faccia il giro dei bagni, la seconda è quella di chiudere i bagni di sociologia con il badge>>. La lista si dichiara, anche se a malincuore, a favore della prima soluzione, per via dei costi nettamente inferiori e della maggiore maneggevolezza in caso di conferenze in sede o, più semplicemente, per l’utenza giornaliera. Con il 15 del corrente mese, UDU-UNITIN ha saputo aggiornare nuovamente gli studenti con il proseguo della questione, confermando la seria presa in considerazione da parte del Consiglio di Dipartimento per la risoluzione del caso, accennando inoltre alla possibilità di installare delle luci blu all’interno dei bagni <<per rendere più difficoltosa la possibilità di bucarsi come già in numerosi bagni pubblici>>.

In risposta alle soluzioni proposte da UDU-UNITIN si è sollevata una voce di protesta da parte dei membri del Collettivo Refresh. Già nel corso della manifestazione di lunedì scorso, indetta da CSA BRUNO, il tema della “novità in arrivo a Sociologia” aveva trovato il suo spazio nel corso della processione, supportato dalla distribuzione di volantini contenenti la posizione del collettivo in materia. Ciò che viene maggiormente criticato all’interno di quest’ultimo è il cambio di direzione (percepito dai membri di Refresh) della lista, la quale aveva preso posizione opposta nella campagna elettorale 2014-2015 in contrapposizione ad Atreju. <<Adesso che Atreju è stata ridotta ad una presenza irrisoria in Università, le e i burocrati di UDU possono tranquillamente gettare la maschera>> con l’obiettivo <<di compiacere innanzitutto le alte sfere della dirigenza universitaria>>. Proseguendo nella loro contestazione, il Collettivo Universitario Refresh ricorda a tutti i lettori che <<gli spazi sono di chi li vive e non di chi li governa>>, lamentando nonostante ciò un bypass, da parte della dirigenza del dipartimento e da UDU stessa, degli studenti che ogni giorno transitano per i bagni di Sociologia. Nella conclusione del volantino la palla viene passata all’Amministrazione Comunale, in quanto una simile problematica risulta solo uno dei numerosi sintomi diffusi a livello cittadino: <<Le siringhe a Sociologia sono la punta di un iceberg ben più grande dunque>>.

Recentemente, nella giornata di giovedì 16 febbraio, il Collettivo Universitario Refresh è intervenuto nuovamente per quanto riguarda la questione, mostrando inoltre ulteriore disaccordo per la gestione degli spazi e delle risorse dell’ateneo trentino <<I tagli alle borse di studio, lo sperpero di risorse pubbliche per una biblioteca fuori misura, la riduzione degli spazi dove potersi incontrare e studiare, la possibilità di trovarci una guardia armata fuori dal bagno, sono solo alcuni segnali che ci dimostrano in che direzione sta andando il mondo della formazione universitaria>>. Ulteriori aggiornamenti non tarderanno ad arrivare.

Rettifica:

Su richiesta dei rappresentanti di UNITIN, si fa presente che la proposta da noi sopra attribuita a UDU-UNITIN è solo di UDU e che "questa scelta non è stata concertata con noi (UNITIN, ndr). Le nostre posizioni infatti sono articolate, e crediamo che il problema è della città vada risolto quantomeno a livello di ateneo, poiché risolvendolo in uno o due dipartimenti non si fa altro che spostare il problema nei dipartimenti senza controlli".

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