Principe libero e periferie

Primo incontro di "Attraversamenti"

Principe libero e periferie

di Lucia Mora

 

Il Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università degli Studi di Trento – con il patrocinio del Comune di Rovereto – ha organizzato un ciclo di seminari dal titolo “Attraversamenti”, nato dall’idea di unire e intrecciare diversi ambiti culturali. In particolare, s’intende studiare il rapporto tra lettere e psicologia, ovvero come le lettere raccontano ciò su cui la psicologia indaga.

Venerdì 25 Ottobre si è tenuto il primo incontro: Principe Libero e Periferie, con Dori Ghezzi e con gli sceneggiatori del film tv Principe Libero, Giordano Meacci e Francesca Serafini, moderati da Guido Raschieri (docente di Etnomusicologia presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia). Un dialogo su Fabrizio De André tra aneddoti e ricordi, ma senza mai lasciarsi catturare dalla nostalgia.

La parola d’ordine della serata è stata infatti emenalgia, un neologismo coniato da Serafini e Meacci per indicare il peculiare sentimento che lega tutti gli ospiti della serata al celebre cantautore: non un malinconico trasporto verso il passato, bensì un energico sguardo diretto al futuro, nel segno della speranza. La voce di Faber è un’assenza importante di questi tempi («Spesso mi capita di dover consolare chi viene a piangere sulla mia spalla», confessa Dori Ghezzi stessa), ma le sue parole devono essere carburante per poter andare avanti e tramandare l’importante eredità che ci ha lasciato.

Giordano e Francesca hanno raccolto il testimone tempo fa, quando nel ’92, da studenti di italianistica alla Sapienza di Roma, riuscirono a incontrarlo per discutere del loro saggio di linguistica sulle canzoni. Fabrizio regalò loro – sotto le mentite spoglie di una postfazione al saggio – una lettera d’amore per Dori, che ne venne a conoscenza solo in occasione del primo incontro con i due sceneggiatori.

Questo e tanti altri racconti danno vita a Lui, io, noi (Einaudi, 2018), un libro scritto a sei mani proprio da Dori, Francesca e Giordano, che raccontano ai lettori storie indissolubilmente connesse a De André. «Prima di incontrarli, non ero propensa ad aprirmi e a rivelare episodi della mia vita privata. Poi, grazie a loro, ho riscoperto il valore della condivisione. A volte, per vendicarmi, li accuso di aver scassinato la cassaforte che custodisco nel cuore!» sorride Dori, rivolgendosi ai due co-autori.

Un dibattito pieno di emozione e di energia che ha “scassinato” i cuori di chi era presente, come inevitabilmente accade quando si riaccende la fiamma del ricordo di Fabrizio.

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