Prime e seconde impressioni da Baku

Prime e seconde impressioni da Baku

 

Perchè non sfruttare l'opportunità di un viaggio di ricerca tesi in Azerbaijan, per conoscere un po' meglio questo paese del Caucaso?  
Alessia condivide su Sanbaradio quello che ha imparato, scoperto, non capito durante il suo viaggio a Baku.




La strada che dall'aeroporto Haydar Aliyev porta al centro di Baku è un'enorme superstrada a quattro corsie, su cui viaggiano ogni tipo di veicolo, dall'ultimo modello di Mercedes alle carrette sovietiche. Di notte è quando la città mostra il meglio di sé. Tutti i nuovi grattacieli sono illuminati con motivi incredibili, dai fuochi d'artificio alla bandiera dell'Azerbaijan. Di notte, la Crystal Hall, dove si è svolto l'ultimo Eurovision, è un trionfo di flash azzurri, tanto che di giorno si fatica a riconoscerla.

Passeggiando sul lungo mare, il Bulvar come lo chiamano qui, si coglie il perché di questo lusso: petrolio e gas. Poco distanti dal centro si vedono i segni dell'estrazione petrolifera e, avvicinandomi all'acqua, ho capito perché le ragazze che ho conosciuto mi hanno sconsigliato il bagno in mare, meglio evitare i bagni di petrolio!

Come si legge nelle guide turistiche, Baku è la città delle mille fontane, un pallino del sindaco dicono qui, la più stravagante si trova in mezzo al mare. Ma è anche la città dai mille giardini, che offrono panchine all'ombra su cui siedono anziani, giovani coppie, mamme con bambini e gruppi di ragazzi, mai misti. Credo ci sia una specie di Progettone anche a Baku perché moltissime persone si occupano della manutenzione delle aree verdi, ci sono anche gli addetti alla raccolta delle foglie!

Quando passeggio per la città, ho l'impressione di essere sempre molto osservata: sono una delle poche ragazze che gira da sola, non porto i tacchi, ma soprattutto...ho i capelli corti! Le mie “fonti locali” mi hanno detto che qui “devi essere molto moderna” per tagliarti i capelli.

Una piacevole sorpresa è stato scoprire l'esistenza di un inizio di raccolta differenziata. Non dividono ancora tutto, ma i bidoni sono predisposti per separare plastica e vetro dal resto. 

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