Pixel: “danzare con il computer”

Pixel: “danzare con il computer”

Direzione Artistica e Coreografia: Mourad Merzouki

Composto da Mourad Merzouki & Adrien M / Claire B

Digital Design: Adrien Mondot & Claire Bardainne

Musica: Armand Amar

Prodotto da CCN de Créteil et du Val-de-Marne / Compagnie Käfig

Mourad Merzouki, coreografo di Lione classe 1973, è figlio della primigenia scena hip hop degli anni Novanta. La sua formazione si radica nella danza contemporanea attraverso gli insegnamenti di Maryse Delente, Jean-François Duroure e Josef Nadj; ma sono sia la collaborazione con Kader Attou, dalla quale nasce la troupe Accrorap nel ’89, sia, quasi vent’anni dopo, sia la fondazione della propria Compagnie Kägif (“la gabbia”, in arabo e tedesco) ad accrescere il successo che lo contraddistingue nella scena internazionale contemporanea, riconoscendogli – tra le tante – la carica di direttore del Centre Chorégraphique National de Créteil et du Val-de-Marne nel 2009. Il suo percorso di vita professionale testimonia perfettamente la visione della danza che lui stesso ha dichiarato essere “una finestra aperta sul mondo”, al di là della quale è possibile scorgere l’affascinante fusione del linguaggio hip hop a molteplici discipline artistiche, quali circo, arti marziali e danza contemporanea.

Adrien Mondot (programmatore informatico e artista multidisciplinare) e Claire Bardainne (artista scenografa e designer), noti col nome collettivo di Adrien M/Claire B, sono due coreografi e artisti francesi il cui lavoro esplora i possibili punti di contatto e contaminazione tra danza e computer. Dalle loro idee nasce una nuova modalità di concepire la performance per cui i ballerini reali interagiscono in e con uno spazio digitale e virtuale aprendo ulteriormente possibilità artistiche e “dimensionali”.

In PIXEL, loro ultimo lavoro (produzione del 2014), superfici proiettate e corpi giocano in scena dando vita a nuovi piani visivi e illusioni ottiche. Mescolando vari stili di danza, dall'hip hop addomesticato alla breakdance, dall'arte circense al pattinaggio, gli artisti trascinano il pubblico in una neo-dimensione non codificabile e “non confinabile” in schemi classici o strutturati. Forme astratte, punti reti e linee, pareti e pavimenti “mobili”, superfici luminose si intrecciano e reagiscono a ogni movimento del corpo fisico, assecondando il ritmo dei suoni. La musica di Armand Amar coniuga l’energia delle immagini alla poesia dei corpi dei danzatori permettendo agli stessi di interpretare un linguaggio digitale dove la partitura dei movimenti esalta accelerazioni e rallentamenti, spostamenti “meccanici” e contrasti con cambiamenti improvvisi del fondale e delle superfici. Movimenti automatizzati, “contorsionismi”, spostamenti sui pattini, movimenti “slow motion” insistono nella scena come a sottolineare allo stesso tempo il collegamento tra mondo virtuale e realtà dello spazio e tra l’impalpabilità del gesto e l’estensione reale fisica del corpo. La percezione si trasforma, il vero si confonde col falso, l’alto diventa il basso, il piano gira in verticale, la base scopre qualcosa che le sta sotto, la parete traspare qualcosa le rimane dietro. E’ l’unione tra il mondo sintetico della proiezione digitale e il corpo reale del danzatore: siamo immersi in uno spazio che ci sorprende, dove virtuosismo tecnico e scenico interagiscono con l’energia hip-hop e si mescolano il reale e il sogno. Il risultato è uno spettacolo magnetico da vedere, un atto unico che dal suo debutto del 2014, è andato in scena per ben 67 rappresentazioni in 30 città differenti tra cui Trento.

(R.R e F.S.)

foto cultura.trentino.it

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