Love Electro! pres. DVBBS @ Club Max: un set pauroso (in mezzo a tanta banalità)

Il racconto della serata che ha visto in consolle uno degli act EDM più richiesti del panorama internazionale

Love Electro! pres. DVBBS @ Club Max: un set pauroso (in mezzo a tanta banalità)
di Michele Anesi from The_Fault
foto per gentile concessione di Julian Pircher 

Le premesse per questo ennesimo evento organizzato dai ragazzi di “I Love Electro!” erano buone: portare un act internazionale di grido come i DVBBS (si pronuncia “Dabs”) in un piccolo club come il “Max”, infatti, non è impresa da poco. Sicuramente non sono artisti definitivamente affermati o riconosciuti unanimamente a livello mondiale… ma sono sulla buona strada per diventarlo. Se si dà un’occhiata alla loro tour-schedule, ci si accorge di quanto siano impegnati e di come la data in Italia sia stata inserita tra una capatina in Portogallo e una data in Inghilterra. Se penso che fra poche settimane saranno presenti, tra le altre cose, all’Ultra Music Festival di Miami, il set a cui ho assistito acquista ulteriore interesse.
 
La classica location per la versione primaverile del “Love Electro! Festival” è il Club Max a Bressanone, venue di dimensioni moderate ma ben gestita e dagli spazi razionali. La particolarità che amo di questo club è che il pubblico ha la possibilità di vedere i propri idoli “suonare” a pochissimi metri di distanza: in questo modo si possono apprezzare movenze, comportamenti e abitudini in consolle che raramente si notano in altra sede.
Inutile dire che l’attrattiva della serata era dovuta quasi esclusivamente alla presenza della guest: la calca infernale creatasi nel momento in cui è stata annunciata la loro presenza sul palco conferma le mie parole. Il loro set dura, come da time-table, un’ora e diciassette minuti (con il rodato rito dell’ultimissima canzone richiesta a gran voce dal pubblico) ed affronta con intelligenza e buon gusto una buona parte della scena EDM oggi imperante. La mia personale paura era quella di sentire l’ennesimo “big room” set che era già stato suonato da tutti i supporter Djs che, fino a quel momento, non mi avevano per niente impressionato. Sono molto felice, invece, di affermare che il set proposto è stato un concentrato di energia esplosiva ad alto tasso adrenalinico: la differenza fra loro e tutti gli altri Djs locali è abissale: non tanto nella tecnica di mixaggio (ho riscontrato solo due leggere sbavature) ma quanto nella passione che mostrano verso la musica e nel visibile divertimento che lasciano trasparire. In tre parole: magnifica presenza scenica.
 
Come spesso accade in questi casi, il duo ha i compiti ben distinti: uno si occupava prevalentemente dei mix e della selezione musicale mentre l’altro, più show-man, si occupava di caricare e di intrattenere il pubblico con il “solito” pazzo repertorio composto da stage-diving, champagne spruzzato sulla folla, cannoni alla Co2, “selfie” con i fan, vodka versata in bocca a chiunque ci fosse a tiro e slogan stile “put your fucking hands up for DVBBS!”.
 
La hit più aspettata è stata sicuramente Tsunami (suonata due volte, una in versione bootleg e l’altra velocizzata a 132 bpm) ma tutto il set è stato ben recepito e intensamente ballato: ho apprezzato molto la coerenza stilistica del duo che (senza fare un mix “minestrone”), dopo 40 minuti di pura Electro House si è dato prima all’Hard Style convinta (folla impazzita) per poi virare in territori chiaramente Trap (twerk dappertutto) e chiudere in stile vagamente Dubstep.
 
Come ultima cosa vorrei però esprimere un mio giudizio complessivo sulla serata che, sebbene abbia avuto un picco notevole con l’esibizione dei DVBBS, non mi ha per nulla impressionato per merito degli altri artisti: non giudico l’idea, ottima, di dare spazio a talenti locali, ma mi limito a dire che proporre lo stesso identico genere e ascoltare per quattro o cinque volte le stesse traccia nell’arco della medesima serata non è stato molto gratificante. I Djs, con qualche eccezione, (vedi Mindbeats e Cassins) sembravano essere più interessati a "fare festa" piuttosto che a intrattenere il pubblico e proporre buona musica. In sette parole: scarsa presenza scenica e selezione musicale abbastanza scontata.
 
Nonostante questo, se ci fossero più serate di questo tipo, non farebbero altro che bene alla nostra regione.

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