LOVE ELECTRO! FESTIVAL

intervista a Viktor Franz, uno degli organizzatori dell’evento

LOVE ELECTRO! FESTIVAL

di Pasquale Costantino from THE_FAULT

 

Non accade spesso che nella nostra regione abbiano luogo grandi eventi di musica elettronica che portino artisti di qualità, ma quando succede, noi The_Fault cerchiamo sempre di promuoverli e supportarli.

Uno di questi è sicuramente il festival LOVE ELECTRO!: l’edizione estiva 2013 si terrà il giorno 10 Agosto nel forte di Fortezza in Alto Adige. L’apertura dei cancelli avverrà alle ore 19 in punto e la musica continuerà fino alle 05.00 del mattino successivo.

La cornice all’interno della quale si svolge l’evento è unica e non può essere vantata da nessun altro festival: il fatto che ci saranno così tanti appassionati all’interno delle mura del forte renderà immediato il crearsi della giusta atmosfera.Sappiamo tutti però, che anche se l’occhio vuole la sua parte, quello che conta veramente è la qualità della musica. La line up infatti è stata accuratamente selezionata dai direttori artistici dell’evento che hanno voluto variegare l’offerta musicale con addirittura due Stage.

Headliners della serata saranno CROOKERS, FELIX CARTAL e HIS MAJESTY ANDRE affiancati naturalmente da molti artisti locali.

Di questo ed altro ne abbiamo parlato con Viktor Franz, uno degli organizzatori del LOVE ELECTRO!, di cui riportiamo l’intervista. 

 

Presentati.

Sono Viktor Franz. Sono uno dei 3 organizzatori del Love Electro Festival. Assieme a me ci sono Moris Gruber e Arno Parmeggiani. Noi tre siamo il cuore dell'organizzazione: infatti Moris si occupa dei permessi ed in generale di tutta la burocrazia; Arno si occupa dei contratti; ed infine io penso alla selezione degli artisti, al booking e alla promozione web. Inoltre c'è Fabian che si occupa delle grafiche.

Con Moris Gruber formiamo il Dj-set “Schuster & Schneider”, ma siamo comunque tutti e tre dj ed abbiamo girato molti club europei, conosciamo le diverse realtà del mondo della musica elettronica.

 

Da dove viene l’idea di mettere in piedi un festival del genere?

Sono cresciuto sempre con la musica. Avevo un gruppo hip-hop qualche anno fa con cui avevamo registrato anche due album. Studiando a Verona sono venuto a conoscenza della realtà locale ed ho cominciato a suonare ad alcune feste. Cercavo però di portare qualcosa di diverso rispetto alla solita italo-dance o italo-techno, qualcosa di meno commerciale insomma. E' qui che nasce quindi l'idea di organizzare qualcosa di più importante, chiamando artisti più spinti e più di nicchia. Tutto questo ha inizio nel 2010, partendo ovviamente con un piccolo cachet, ma portando avanti l'idea che il festival potesse durare nel tempo. Con un budget così limitato, mettendo i soldi anche di tasca nostra, l'idea è anche quella di alternare artisti della scena locale con artisti chiamati da fuori; di unire alla musica elettronica sia la fotografia che la video-grafia. Il tutto in una piccola realtà come l'Alto Adige e non in città grandi come Milano, ad esempio.

 

Con quale criterio sono stati scelti gli artisti?

Quattro criteri principali: primo, quello che ci piace personalmente. Non potremmo mai portare qualcosa che già a noi non attira. Secondo, scegliamo gli artisti in modo che la line-up sia eterogenea, ossia che mescoli generi diversi, quindi chiamando tanti diversi artisti. Ovviamente i generi devono rispecchiare la nostra idea di line-up. Terzo criterio, cerchiamo di portare artisti che non siamo in tour. Sembrerebbe una cavolata, ma è una cosa che va fatta con attenzione. Il quarto ed ultimo criterio è più tecnico: cerchiamo artisti che siano portatori di una certa qualità, artisti più ricercati, ma nemmeno troppo se pensiamo alle scorse edizioni, in cui si sono visti artisti come Steve Aoki, Dada Life o Cyperpunkers.

 

Ci sono festival a cui avete fatto riferimento nella scena internazionale?

No, in generale no, ma ovviamente il riferimento va a tutti i più grandi eventi di musica elettronica (europei e non).

Noi volevamo una location più particolare, come quella di Fortezza, in cui il palco è inserito nella cornice del Forte, quindi alla aria aperta e con un bel prato ad ospitare le persone.

Abbiamo pensato più volte di poter spostare il movimento del Love Electro!, magari presso chi ci chiedeva di portarlo nelle proprie città, ma è una realtà più strettamente particolare.

 

Quanti spettatori vi aspettate?

La risposta non è affatto semplice. Io spero in tanti spettatori in quanto le prevendite sembrano andare bene. Nelle scorse 13 edizioni abbiamo fatto sempre sold-out in termini di prevendite vendute, ma non si può mai sapere. Sono convinto però della bellezza della serata e della sua riuscita. Anche l'anno scorso abbiamo fatto sold-out in poco tempo. Qui tutti speriamo vivamente che possa andare di nuovo tutto bene.

 

Vi occupate di altre realtà musicali a livello locale? Ad esempio, gestione di club o altro?

No, non ci occupiamo della gestione di club in quanto ci piace l'idea di essere “indipendenti” e di non avere “residency” nei locali. Preferiamo l'idea di suonare un po' ovunque senza vincoli. Ci sono altre serate (oltre al LOVE ELECTRO!) di cui ci occupiamo (in realtà se ne occupa prevalentemente Arno Parmeggiani) che richiamano un altro stile di musica, più tranquillo per capirci, ma che dà comunque delle buone risposte in termini di affluenza.

 

Noi personalmente abbiamo notato che l'Alto Adige è molto attivo sul fronte della musica elettronica. Da dove nasce questa “passione”?

Non posso dare una risposta concreta. Noi siamo persone a cui piace attirare gente e fare cose alternative. Nel fare tutto questo noi pensiamo sempre alla collaborazione: è una bella cosa e quindi spingiamo per fare le cose assieme agli altri e con l'aiuto della gente. Ho sempre notato, dopo le mie esperienze in città come Verona o Milano, che da altre parti c'è più uno spirito di distruzione. Anche se probabilmente è una valutazione troppo soggettiva. E' bene creare buoni legami e quello che nasce qui da noi con l'organizzazione di tali eventi è un grande gruppo coeso con un forte senso di appartenenza. Questa situazione si sviluppa tra le persone che stanno all’interno di esso, in modo da unire tutti, di conoscersi tra artisti e di conoscere gli artisti stessi.

the_fault(Da sinistra: Michele Anesi + Pasquale Costantino aka The_Fault.)

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