Live@Brasile: un ottimo lancio al Santa Chiara

Live@Brasile: un ottimo lancio al Santa Chiara

Grande successo di pubblico ieri sera al giardino dell’Auditorium Santa Chiara a

Trento per il concerto di lancio del progetto “Il Trentino per i trentini nel mondo: Live

@ Brasile”. Oltre 800 persone sono accorse per l’evento che ha visto protagoniste sei

band trentine: Nibraforbe, Bob and the apple, Next Point, Gio_veNaLe, Resando e

Anansi. Sei gruppi che hanno portato la loro musica nel cuore della città, per

raccontare attraverso le note l’iniziativa che li coinvolgerà dal 6 al 20 novembre

prossimi in terra sudamericana. Un’iniziativa che si propone di realizzare uno

scambio culturale tra i giovani trentini e gli altrettanto giovani discendenti degli

emigrati trentini in Brasile, anche attraverso le performance artistiche: ovvero sei

concerti che saranno effettuati negli stati brasiliani di Santa Catarina e Rio Grande do

Sul. Il progetto è coordinato dall’Associazione Trentini nel Mondo con il partenariato

della Cooperativa Mercurio e la collaborazione della Provincia autonoma di Trento.

Ma ieri al Santa Chiara in primo piano c’è stata la musica. Cinque ore ininterrotte,

generi musicali, atmosfere diverse e complementari per uno spettacolo che è riuscito

a convincere e a divertire i presenti. I primi a salire sul palco alle 19 sono stati i

Nibraforbe, con il loro elettro-pop erbivoro e alpino a tre voci. Un batterista

scanzonato, tastiere, synth e basso a creare melodie originali, che talvolta (forse per il

timbro del leader Simone Gardumi) ricordano i Baustelle. E la giusta ciliegina sulla

torta di questo progetto “made in Sardagna” attivo dal 2009 è sicuramente la voce di

Anna Berloffa, che ha saputo aggiungere un ulteriore tocco di grazia alla poesia di

canzoni come “Andrea”, “Astronavebarcasottomiss” o “Trento”.

A seguire, il rock preciso e passionale dei Bob and the apple. I quattro giovanissimi

di Trento, già vincitori di “Italia Wave 2010”, hanno incantato il pubblico con un

esibizione che ha rasentato la perfezione: ottima la prestazione, soprattutto, nella

coinvolgente “Padre Patlic” e nell’onirica “Giardino Zell”. Una batteria che non ha

sbagliato un colpo e le due voci di Giacomo Gilmozzi e Leonardo Lanzinger fuse per

un suono pieno e un sound apprezzato dal pubblico.

Terzi a salire sul palco i quattro primierotti Next Point, che hanno proposto per il

lancio di “Live@Brasile” molti brani del loro conosciuto album “Destroy the media

social mask” oltre che la bellissima “La morte del fabbro”. Una poesia in chiave rock

di un poeta e amico della loro valle Simone Simoni (per l’occasione salito sul palco a

cantare con loro), davvero apprezzata dagli spettatori. Buona la prestazione di Andrea

Simon (voce, chitarra), Guido Gadenz (basso), Carlo Boninsegna (chitarra) e Matteo

Scalet (batteria), che in Brasile proporranno prevalentemente brani in lingua italiana.

E ancora da segnalare l’originale cover di “Monnalisa” di Ivan Graziani e la

conclusione ballatissima con le note più pop di “September”.

Il concertone è poi continuato con l’elettronica e le fluttuanti immagini di

Gio_veNaLe, rinomata band trentina sin dalla vittoria di “Suoni Universitari 2010”.

Giovanni Formilan (voce, tastiere, synth), Matteo Morandini (basso) e Tommaso Rosi

(live visual) hanno portato al Santa Chiara una performance di grande impatto uditivo

e visivo. E le ambientazioni di Berlino si sono andate a mischiare su di un telo

bianco, a ritmo di musica, ai video di Trento in un gioco artistico dietro i musicisti.

Tutti i brani eseguiti fanno parte del recente lavoro del gruppo intitolato “Il cielo

dentro la mia stanza”: “Luccicaluna”, “Solo questo”, “Miscuglio di ali di fata” su

tutte.

E dopo Gio_veNaLe è stata la volta del ritorno a Trento dei Resando, guidati dal

leader Filippo de Asmundis. La popolare band electro-rock trentina è, infatti, tornata

in città apposta per questo “Live@Brasile”, dopo essersi trasferita a Londra per

tentare di fare strada nell’ambito musicale. Già vittoriosi a “Suoni Universitari 2008”

e a “Italia Wave 2009”, i Resando lo scorso anno hanno pubblicato il loro primo

album “Secrets” per l’etichetta inglese Copro Records e hanno macinato un notevole

numero di concerti in Trentino, Nord Italia e Inghilterra. Di spessore lo spettacolo

offerto ieri al Santa Chiara, con un’intensissima “With you” e una “The End” al

vetriolo. Emozionati e “carichi” allo stesso tempo, per mostrare a tutti il loro valore

nonostante il cambio di formazione.

In chiusura, Anansi: una garanzia, in un’inedita versione semi-acustica. Il giovane

cantante di Povo si è presentato sul palco con due fidi e precisissimi “Buffalo

Soldiers”, Stefano Anderle e Tomas Pincigher, proponendo versioni riarrangiate dei

suoi celebri brani. In un continuo scambio di strumenti tra i tre, ecco arrivare una

versione super-rock di “Still”, accompagnata dal “Sole dentro” e da “La realtà”. E

per finire in bellezza è riuscito a far ballare tutti, grazie anche all’aiuto dell’amico

leader dei Rebel Rootz Massimo Fontanari, con una cover di “Get up, stand up” di

Bob Marley.

Ma l’appuntamento del 29 settembre al Santa Chiara si è proposto anche come

momento di sensibilizzazione della cittadinanza trentina in relazione all’alluvione

avvenuta nello stato di Santa Catarina in Brasile, che ospita un gran numero di circoli

della Trentini nel mondo. Durante il concerto, sono stati infatti raccolti dei fondi a

offerta libera da destinarsi alle famiglie trentine danneggiate dall’alluvione. Analoghe

iniziative di solidarietà si affiancheranno ai concerti in terra brasiliana.

L’evento di ieri, così come tutti i concerti che si terranno in Brasile nel mese di

novembre, è stato trasmesso in streaming da Sanbaradio, la web-radio degli studenti

dell’Università di Trento (www.sanbaradio.it). Nel corso della serata sono state anche

effettuate le prime riprese e interviste necessarie alla realizzazione del video-

documentario finale dell’esperienza, che sarà prodotto da due giovani video-makers

trentini: il regista Matteo Scotton e il direttore della fotografia Marco Menestrina.


(Foto di Alberto Gianera)

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