Libera e il Trentino

Il 5 dicembre il presidio Celestino Fava presenterà il nuovo accordo con UniTn

Libera e il Trentino

di Lorenzo Zaccaria

Il 5 dicembre, alle 18.00 presso l'aula Kessler di Sociologia, si terrà l'incontro "Libera e UniTn: una cominutà scientifica di impegno civile". Per presentarci il presidio universitario di Libera e raccontarci la sua storia, siamo andati a parlare con Ilaria Corsato.

IIlaria, il vostro presidio è dedicato a un ragazzo Celestino chi è e perché avete scelto la sua storia per il lavoro che svolgete?

La storia di Celestino è quella di una delle tante vittime innocenti di mafia pressoché sconosciute. Era un ragazzo di 22 anni tornato dalla leva militare, pronto per iniziare l'università. Venne ammazzato perché testimone dell'uccisione di un amico mentre erano al pascolo, avvenne il 29 novembre del 1996 e alcuni giorni fa ricorreva l'anniversario della sua morte.

Abbiamo scelto di dedicare il nostro presidio a Celestino principalmente per due motivazioni: da un lato ci ha molto colpiti la sua storia, era un ragazzo della nostra età e dall'altra abbiamo saputo che il suo assassinio ha travolto una famiglia intera. Con Toto e Anna i genitori, e Antonino il fratello, abbiamo creato negli anni un forte legame d'amicizia. Qualche volta salgono loro ed è sempre una gioia ma, è capitato che alcuni viaggi a Palizzi (la sua città), in Calabria, li facessimo pure noi.

Come si sviluppa la missione di Libera nel nostro territorio? Qual è, cioè, il vostro rapporto con il Trentino?

Il presidio universitario qui a Trento, è nato nel 2016 da un gruppo di ragazzi che sentivano la necessità di trattare, conoscere e approfondire il tema delle mafie e le possibilità di contrasto.

Ciò per noi, può avvenire anche attraverso l'importante ruolo di divulgazione e ricerca che offre l'Università di Trento.

Molti sono gli incontri che abbiamo organizzato in ateneo, per esempio: sul caporalato, sui reati ambientali o riguardo le mafie internazionali. Inoltre Libera qui in Trentino, è presente con un l'altro presidio a Rovereto e le principali attività che portiamo avanti sono: informazione, attraverso eventi pubblici e formazione, sia per gli attivisti ma, anche per gli studenti degli istituti scolastici in cui andiamo.

Il dialogo con il territorio, quindi cerca di essere costante e di arrivare al maggior numero di persone perché basandoci sul rapporto della commissione antimafia dello scorso anno, sicuramente neppure il trentino è impermeabile alla criminalità organizzata, anche se non vi sono fatti eclatanti o facilmente riconducibili ad essa.

Questo mercoledì avete organizzato una serata a cui è invitata tutta la comunità, di cosa si parlerà?

Mercoledì 5 presenteremo l'accordo che l'Università di Trento e Libera hanno siglato quest'anno per favorire lo sviluppo di una comunità scientifica di impegno civile.

A primo impatto possono sembrare parole di difficile comprensione ma racchiudono il lavoro di due anni del Presidio. Questo progetto parte dalla stessa necessità che ha mosso quel gruppo di ragazzi a diventare Presidio: desiderio di conoscenza e voglia di essere partecipi.

In questi anni abbiamo lavorato con diversi docenti per progettare corsi, seminari o laboratori da inserire nei piani di studio, per integrare l'offerta formativa con la ricerca e la divulgazione di temi a cui Libera è legata. Per fare un esempio concreto di che cosa significhi questo accordo, a ottobre a Giurisprudenza, si è tenuto il ciclo di seminari "Finestre di antimafia". Sono stati tre incontri che hanno approfondito i temi dei beni confiscati, della giustizia riparativa e delle mafie transnazionali. Insomma, da un'idea nata tra le chiacchiere in pausa caffè, siamo giunti alla possibilità realizzare corsi e lezioni che presentino la criminalità organizzata mafiosa e le forme di antimafia sociale, con un approccio scientifico e preparato.

Mercoledì interverrà il professor Vannucci, direttore del Master APC per raccontare la collaborazione di Libera con l'università di Pisa, mentre un secondo momento sarà dedicato totalmente agli studenti con uno speed date per confrontarci e discutere assieme sui temi che potremmo affrontare durante la nostra formazione in università. Questo processo di azione e reazione, quotidianamente lo mettiamo in atto per portare avanti le nostre attività, unendo il nostro essere studenti, parte attiva del presidio universitario e della comunità.

Ringrazio Ilaria Corsato per l'opportunità concessa.

img. source: pixabay.com

 

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