LGBT è un problema?

Il 30% degli studenti pensa di sì

LGBT è un problema?

di Giacomo Ferri

 

È stato recentemente pubblicato uno studio condotto da Gay Center e Gay Help line - il contact center antiomofobia e antitransfobia nato nel 2006 - che ha coinvolto 80 scuole laziali, tra licei e istituti tecnici. Il tema: che cosa pensano dell’omosessualità studenti e studentesse di età compresa tra i 13 e i 19 anni. I risultati dello studio non sono affatto incoraggianti e tratteggiano un quadro in cui il pieno riconoscimento dei diritti di ogni persona in Italia è ancora molto lontano.

 

Uno studente su tre pensa che l’omosessualità sia qualcosa di sbagliato, mentre il 10% ritiene sia una malattia o un peccato. Inoltre, il 25% circa degli studenti maschi intervistati non vuole sedersi vicino a una persona LGBT; il 35% non vuole avere un compagno di stanza omosessuale durante le gite o le attività di gruppo. 

 

Sono risultati che fanno riflettere in particolare oggi 17 maggio, nella ricorrenza della giornata internazionale contro omofobia, bifobia e transfobia (IDAHOBIT), nata nel 2004 per celebrare la storica decisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che il 17 maggio del 1990 ha rimosso l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali. “Una giornata di cui c'è proprio bisogno in un paese che non ha ancora una legge contro l'omofobia”, sostiene Fabrizio Marrazzo, portavoce Gay Center. La Gay Help line riceve circa 50 chiamate ogni giorno, con un incremento del 9% delle richieste di aiuto rispetto all’anno scorso. “Il dato durante l'emergenza Covid è cresciuto del 40% per gli adolescenti”, continua Marrazzo. Tuttavia, quasi tre vittime su quattro non denunciano le aggressioni fisiche o verbali subite per paura o per scarsa fiducia nelle istituzioni.

 

Anche il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha voluto esprimere un proprio pensiero in questa occasione, ricordando come “le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale costituiscono una violazione del principio di eguaglianza e ledono i diritti umani necessari a un pieno sviluppo della personalità umana che trovano, invece, specifica tutela nella nostra Costituzione e nell’ordinamento internazionale”.

 

La speranza è che ognuno di noi faccia proprie le parole di Mattarella, e non solo in questa ricorrenza, ma per tutto l’anno.

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