L'Austria ci ripensa. Ciaone o non ciaone?

Il commento di Nicola Pifferi

L'Austria ci ripensa. Ciaone o non ciaone?

di Nicola Pifferi

Insomma Alexander van der Bellen ce l'ha fatta. Il candidato alla presidenza della repubblica dei verdi, forte antagonista di Norbert Hofer, di estrema destra, ha raggiunto la vittoria. Non si parla però di una grande sconfitta della destra xenofoba: c'è mancato veramente poco. Lo scarto è di 31 026 voti e, fino allo scrutinio delle schede inviate per posta, i due candidati arrivati al ballottaggio si piazzavano entrambi attorno a un 50% bello stabile.

A fare la differenza sono stati proprio i voti dei cittadini austriaci che non vivono in Austria o che vivono in Austria e non potevano recarsi ai seggi. Alcuni li conosco, vivono tra Trentino e Alto Adige - Südtirol, e mi avevano giurato che avrebbero votato van der Bellen. A dir la verità, è facile per loro: vivendo dalla parte "sbagliata", secondo Hofer, del Brennero non volevano vedersi chiusi fuori dalla madre patria (Heimat, come si dice in tedesco, e nella loro lingua ha tutto un altro effetto). 

Non è tutto rose e fiori, però. Alexander, economista, lo capirà bene che la situazione in cui va alla presidenza non è delle migliori: un governo spaccato, con un nuovissimo cancelliere che va a sostituire il dimissionario collega, ma soprattutto con uno Stato che, a guardare la cartina dei risultati del voto al ballottaggio di domenica, è estremamente polarizzato verso destra, con le sole città che tengono duro.

Intanto al Brennero sembra che la situazione si stia rasserenando, anche se ieri Gunther Platter, capitano del Tirolo austriaco, ha comunicato che dovranno comunque essere aumentate le unità in funzione di controllo a quel confine che taglia a metà l'Euregio tirolese. Secondo Vienna entrerebbero illegalmente ogni giorno nel territorio austriaco dal valico del Brennero almeno 50 migranti, secondo Bolzano, invece, al massimo 3. Si configura una guerra di numeri tra Governo Italiano e Governo Austriaco, che però, da oggi, dovrà fare i conti anche con il proprio nuovo Presidente della Repubblica, decisamente contrario a una fortificazione del passo.

Insomma, forse il mio "Ciaone Austria", di un paio di settimane fa, può anche essere ritirato, con la condizione però che si lavori nella direzione di maggior integrazione e collaborazione, soprattutto nelle valli e nelle periferie, dove appunto avrebbe vinto Hofer. Non possiamo sperare che l'ondata di nazionalismo svanisca per magia, dobbiamo impegnarci tutti, soprattutto Governi nazionali e locali che hanno perso di visibilità e credibilità nei confronti dei propri cittadini. Altrimenti il "Ciaone" rimane. Cosa vi devo dire? A me l'Europa piace proprio di più unita!

Immagini: APA, ORF, Internazionale

Leggilo su Medium.com/@nicola.pifferi

Altro su Sanbaradio

Sembra incredibile ma è così: all'Europa, agli Stati membri, non conviene chiudere le frontiere, né men che meno bloccare i flussi di profughi. Ma perché l'Austria ci tiene tanto?
L'Austria firma la sua condanna per puro interesse politico. Al Brennero, intanto, si costruiscono muri.
Undicesima puntata della seconda stagione di EUROPHONICA #IT il format RadUni che racconta l’Europa in modo facile, semplice e giovane.
Le elezioni presidenziali di maggio devono essere ripetute. L'ha deciso la Corte Costituzionale austriaca.

Radio universitarie

Login utente

Powered by

coopmercurio