"La paura del diverso si annida dove vige l’ignoranza"

"La paura del diverso si annida dove vige l’ignoranza"

di Michele Citarda

Come già anticipato, domani sabato 29 settembre arriva “Trame” alla Bookique di Trento, “piccolo festival di dialogo interreligioso”. Siamo riusciti a fare qualche domanda a Tommaso Bonazza, uno degli organizzatori di questo interessante e importante evento.

Quanto è importante organizzare incontri che favoriscano l'incontro tra le religioni in questo momento in cui la paura del diverso viene molto percepita?

Dal mio punto di vista è quanto mai importante mettere in campo azioni di conoscenza del religioso. Viviamo in una società estremamente eterogenea. La complessità del contemporaneo avvolge e codifica molti aspetti della nostra quotidianità. Ecco dunque che osservare attentamente, con strumenti raffinati, ciò che ci circonda facilita la comprensione del presente. Le religioni hanno fatto, fanno e probabilmente continueranno a far parte della storia umana. Attraverso di esse l'uomo ha saputo esprimersi per migliaia di anni e dunque la stratificazione culturale che esse rappresentano è qualcosa di estremamente prezioso. Il nostro tempo pone alle religioni una grande sfida di trasformazione.

E non sempre le istituzioni religiose dimostrano di saper far fronte ad un nuovo modo di concepire l'appartenenza ad una comunità, in primis quella umana. Eppure la storia delle religioni, i testi, le tradizioni, i riti e le persone continuano a restituirci, per chi ha la pazienza di scavare e comprendere un po' più a fondo, i segni di una spiritualità che eleva. La paura del diverso si annida dove vige l'ignoranza. Ed è dunque la conoscenza il primo strumento per lo scardinamento delle forme degeneri e violente della paura. La paura può essere perfino qualcosa di positivo, se mi spinge a ricercare con spirito critico.

Quanto è importante portare un’iniziativa del genere proprio a Trento?

Trento è una città varia, e non da poco. Ci sono persone di culture, lingue e religioni diverse che vivono qui da decenni. Le scuole sono popolate dalle ragazze e dai ragazzi delle seconde e terze generazioni, giovani trentinissimi, nati e cresciuti qui. A volte mi chiedo "Chi è il diverso?". Forse la paura sarà sconfitta quando inizieremo a rispondere "Tutti" o "Nessuno". Questo vale a Trento, come in qualsiasi altro luogo.

Come mai la scelta di questa formula alternativa prevedendo dialoghi, buffet e confronti diretti tra i rappresentanti delle varie confessioni religiose?

Il dialogo interreligioso e la vita delle comunità locali sono questioni che finiscono talvolta per essere relegate ad un dibattito tra "addetti ai lavori". L'aver scelto un luogo come la Bookique ha dunque un significato simbolico molto chiaro: le religioni interessano la vita di tutti, indipendentemente dal percorso personale di adesione o meno che ognuno è libero di intraprendere. Parlare di religione al bar, discutere di ritualità davanti ad un quadro, chiacchierare del sacro seduti su una delle panchine del parco della Predara ci sembrava qualcosa di inedito e stimolante.

Con questa iniziativa vogliamo illuminare la dimensione quotidiana delle fedi, quella dei piccoli gesti e delle parole silenziose.

 

Articolo redazionale

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