JamBO Festival!

JamBO Festival!

 

I The_Fault sono andati al JamBO Festival come invati di Sanbaradio, partiamo con ordine e dall'intervista all'organizzatore!

Intervista con Luigi Belluzzi – Organizzazione e creazione "The JamBO Festival"

Di Pasquale Costantino (from Sanbaradio, The_Fault)

Da dove viene l’idea di mettere in piedi un festival del genere, inedito per l’Italia?

“Il festival è inedito per l’Italia, ma forse anche per l’Europa. Esistono già manifestazioni legate alla musica elettronica (uno su tutti, Tomorrowland) ed esistono già anche manifestazioni legate allo sport. La cosa banale è stata unire sport e musica. Ormai la musica elettronica è un qualcosa di fondamentale nel mondo e mercato giovanile.

Nasce dunque JamBO: jambo in swahili significa ciao, mentre "jam" richiama il concetto musicale di jam session e "BO" si riferisce ovviamente a Bologna.


Con quale criterio sono stati scelti gli artisti/atleti?

“La line-up è stata responsabilità di Alessio Bertallot, già coordinatore del lato musicale di Rai Radio 2 e in particolare dei programmi di musica elettronica della stessa. Per quanto riguarda la musica si è pensato di rivolgersi all’emergente, a quelle sonorità che al momento spiccano di più e che possono calzare con il mondo sportivo che fa da parte integrante dell'offerta. Per quanto riguarda il mondo del freestyle è stato più semplice in quanto le eccellenze sono subito riconoscibili e gli atleti ad altissimo livello non sono così tanti come succede nel mondo della musica elettronca.

Sono state toccate le discipline portanti del mondo “urban”: motocross freestyle (di cui, in Italia, saranno spettacoli inediti, attesi 8-9 salti mortali), parkour, breakdance, wakeboard (per la prima volta in un urban festival) e surf. Ma non è tutto! Ci saranno infatti le selezioni mondiali di calcio freestyle: infatti la squadra vincitrice andrà a rappresentare l’Italia ai mondiali di Tokyo 2013. Come organizzazione, abbiamo chiamato i marchi leader di queste discipline che poi hanno scelto e mandato i loro rappresentanti. Un dato su tutti: solo il 15% di questi atleti sono italiani, i restanti sono di moltissimi paesi del mondo.”


Ci sono festival a cui avete fatto riferimento nella scena internazionale?

“Il riferimento c’è senz’altro, ed è al mercato della musica elettronica citato prima.  Stessa cosa per gli urban sports. Abbiamo “solo” abbinato le due cose.”


 

Perché proprio a Bologna si tiene questo festival e non in situazioni più “centrali” come Milano e Roma?

“La scelta di Bologna è stata immediata, senza prima pensare ad altre città. C’è stato subito l’intesa e lo sposalizio di idee con il presidente di BolognaFiere, Lucio Campagnoli. Il tutto mira ad introdurre un nuovo utilizzo ed un nuovo format per l’area BolognaFiere, che ospita per la prima volta un festival.”


Vi ha incoraggiati in qualche modo il sold-out di Sensation proprio qui a Bologna – anche se il concept è comunque molto diverso?

“L’incoraggiamento non è venuto solo da Sensation. Sensation White ormai ha un nome e brand consolidato da tempo, ma per le proposte musicali può essere stato un incoraggiamento, certo. Non di sicuro per la parte sportiva però.”


L’offerta artistica sia diurna che notturna è molto diversificata. E’ sicuramente un fatto che può attirare un vasto pubblico. Quanti spettatori vi aspettate?

“Sono parecchio superstizioso, per la prima edizione tocco ferro (ride, ndr). No, diciamo che non mi sbilancio: abbiamo fatto comunque una campagna pubblicitaria importante. Confido nel bel tempo, che sarà dalla nostra parte. Per la prima edizione sarà un bella sfida.”

(Foto da thejambo.it)

 

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