Il letargo estivo dello studente

Il letargo estivo dello studente

di Michele Citarda

Nel linguaggio comune si è soliti definire “orso” quella persona che è fondamentalmente chiusa, restia a parlare e confrontarsi, poco propensa a conoscere qualcosa di diverso, spesso scontrosa e poco socievole. Di “orsi”, in questo senso, ce ne sono tanti in trentino e anche un contesto dinamico e vivace come quello di una radio universitaria non fa eccezione. Accanto a giovani sempre davanti al microfono che cercano di stare al passo con tutta la programmazione del palinsesto, ci sono anche altri più taciturni che si concentrano sul loro programma e che della socialità proprio non vogliono neanche sentir parlare.

Si sta prendendo ovviamente  spunto dalla vicenda dell’ormai famigerato e ricercatissimo plantigrado M49-Papillon. Il lettore sarà portato naturalmente a chiedersi cosa possa avere a che fare un orso con una radio universitaria e con gli studenti universitari più in generale. Di primo acchito – si dirà - assolutamente nulla. E giustamente. Facendo però non un grosso sforzo di immaginazione l’accostamento orso – studente non apparirà la declinazione di un volo pindarico.

Si parta da un fatto: anche lo studente in un preciso periodo dell’anno va in letargo. Anziché d’inverno, a differenza dell’orso, lo studente universitario una volta finita la sessione estiva sparisce da Trento. Quello che si può dire con certezza è che lo studente medio non trova rifugio e riparo in una caverna, bensì in luoghi più e meno piacevoli a seconda della “specie” in questione. La maggior parte degli studenti, avendo a riferimento un po’ Winnie Pooh un po’ l’orso Yoghi, parte per le vacanza trovando rifugio in posti accoglienti e spensierati e questo vale specialmente per i cosiddetti studenti fuori sede che approfittano di questo letargo estivo per tornare nei loro luoghi d’origine.

Lo studente che parte per le ferie spesso si trasforma, causa baldoria e vizi di vario genere perlopiù espletati in orario notturno,  in un vicino parente dell’orso: il panda. Ciò è dovuto dalla incontrovertibile presenza sempre più spiccata di occhiaie intorno agli occhi. Se l’orso va in cerca di miele, lo studente una volta tornato dalle ferie ciondolerà per la città tra annunci online e infinte telefonate ad agenzie immobiliari, dovendo risolvere il problema contingente di avere un tetto sopra la propria testa per l’anno accademico imminente.

Ci sono però specie che vanno protette più di altre. Alcuni esemplari di studenti, infatti, spinti dalla necessità, anche nelle più calde e afose giornate di agosto cercano rifugio in biblioteche e aule studio, vuoi perché devono passare a tutti i costi gli esami a settembre o addirittura scrivere la tesi (specie rarissima) o vuoi perché semplicemente necessitano di aria condizionata.

Tornando alla vicenda di M49, per quanto l’orso sia formalmente una specie protetta, esso finisce per diventare l’oggetto di istanze spesso contraddittorie tra loro. Si è passato, infatti, dall’obiettivo di catturarlo per salvaguardare la sua incolumità (oltre a quella delle comunità e degli allevatori, naturalmente) all’ordine di abbattimento a vista. Lo studente universitario, al pari dell’orso, può essere ritenuto anch’egli una figura di mutevole e ambivalente considerazione. Come M49-Papillon, e Danica prima di lui, lo studente universitario viene indicato come la causa di alcuni disagi nei confronti della cittadinanza (vedasi movida notturna e chiusure temporanee di alcuni bar del centro). Come l’orso viene difeso dall’immaginario comune sull’onda di un maggiore sentimento ambientalista e animalista appartenente alla comunità, la  presenza di studenti universitari in Trentino è considerata una grande risorsa per la crescita dell’ateneo di Trento e, più in generale, del territorio soprattutto dal punto di vista culturale ed economico. Considerazioni che dovrebbero innanzitutto far capire che gli interessi e gli aspetti di cui tenere conto sono molteplici ma che, tirando le somme, sia l’orso che lo studente universitario in Trentino sono a tutti gli effetti delle specie da proteggere.

 

 

(fonte immagine: unsplash.com)

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