Il cinema d'autore a Sociologia

Il cinema d'autore a Sociologia

Dopo la grande partecipazione di pubblico al  Cineforum sulla Storia del Cinema Europeo della scorsa primavera, l'associazione universitaria Club Alpbach Trentino ne presenta una sorta di ideale continuazione: un cineforum, intitolato Il Cinema come Arte: la Poetica dell'Autore, che approfondisce la genesi e lo sviluppo di quella corrente, denominata come "Cinema d'autore", che comprende alcuni dei più grandi registi europei e che contribuì definitivamente a fare del mezzo cinematografico un'Arte vera e propria.

Se al giorno d'oggi non ci facciamo scrupoli a valutare "artisticamente" un film, a considerarlo allo stesso livello o superiore ad opere letterarie o teatrali, ciò è dovuto ad una progressiva presa di coscienza di registi e critici cinematografici che a partire dagli anni Sessanta si dedicarono alla riscoperta di quelli che furono considerati i padri del cinema d'autore, e soprattutto alla produzione di opere non più rivolte semplicemente ad intrattenere lo spettatore, ma a stimolarlo intellettualmente attraverso un uso più consapevole di quello che è il linguaggio peculiare a disposizione del cinema.

La rassegna di 5 film avrà luogo ogni martedì a partire dal 10 novembre, nell'Aula Kessler del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale (ore 20.30) e terminerà mercoledì 9 dicembre.

Si inizia dunque il 10 novembre con La regola del gioco  di Jean Renoir (Francia, 1939), il capolavoro del regista che gli autori della Nouvelle Vague consideravano il loro padre spirituale; il 17 novembre è la volta di Blow-Up (Italia-UK, 1966) dell'italiano Michelangelo Antonioni che, trapiantato per l'occasione in Inghilterra, ci condurrà all'interno di un'indagine sul rapporto tra immagine e realtà.

Il 24 novembre tocca a  Sussurri e grida, un film del cineasta per antonomasia, lo svedese Ingmar Bergman, strettamente legato al mondo del teatro espressionistico; l'1 dicembre il film più onirico e autobiografico del russo Andreij Tarkovskij, Lo specchio (Russia, 1974).

Conclude la rassegna mercoledì 9 dicembre  Il figlio (Belgio, 2002) dei fratelli Dardenne, con il loro neo-neorealismo legato a temi di impegno etico e civile. 

Ogni incontro sarà presentato anche quest'anno dall'ideatore del progetto: Simone Isoli, studente di Filologia e Critica Letteraria, esperto di cinema.

L'ingresso è gratuito, qui la pagina facebook dell'associazione universitaria, e qui l'evento facebook relativo al cineforum. 

(a.s.)

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