I ragazzi trentini e lo studio online: una relazione complicata?

I ragazzi trentini e lo studio online: una relazione complicata?

Ricordate quei pomeriggi in cui, al telefono con in nostri fidati compagni di classe, ci si “passava” le versioni di latino e greco o si risolvevano complessi calcoli matematici? Sono passati anni da allora e non si poteva certo immaginare quanto sarebbe stato facile, tempo dopo, reperire comodamente online una quantità immane di informazioni (riassunti, slides, addirittura tesi di laurea) e strumenti preziosi per il supporto allo studio, l’approfondimento e, perché no, lo svolgimento rapido dei compiti a casa o la preparazione di un esame.

Docsity, uno dei portali italiani più popolari tra universitari e liceali, ha realizzato un interessante studio (di prossima pubblicazione) per delineare alcune macrocaratteristiche dei moderni studenti tecnologici; ecco alcune anticipazioni dei dati raccolti dalla rilevazione: su un campione di 410mila soggetti (scelti tra coloro che utilizzano abitualmente il web anche per lo studio) più della metà, il 56%, sono donne. La distribuzione geografica vede primeggiare la Lombardia (oltre 70mila utenti), il Lazio (60mila utenti) e a stretto giro la Campania (55mila utenti); fanalino di coda la Valle d’Aosta e la Basilicata (1000 utenti). Posizioni di bassa classifica per il Trentino Alto Adige con poco più di 6mila “studenti tecnologici”. Le discipline più cercate online, a sorpresa, non sono quelle scientifiche: sembra infatti che gli studenti italiani abbiano maggiori difficoltà con il Diritto, l’Economia o la Storia piuttosto che la Matematica o la Fisica. Infine, sembra che i momenti della giornata in cui è maggiore la voglia di studiare siano a metà mattina e metà pomeriggio: praticamente dopo colazione e dopo merenda (è noto che gli zuccheri favoriscono la concentrazione).

Certamente i dati vanno sempre presi con le pinze, ma cosa sembra emergere da questa analisi? Che per gli studenti del Trentino Alto Adige la formazione in aula e lo studio a casa sono sufficienti? Che si ricorre ad altre modalità di approfondimento? O sono solo molto bravi a non farsi scoprire online, un po’ come noi quando facevamo le versioni al telefono senza che genitori e insegnanti se ne accorgessero?

 

foto: studentpass.it

 

V. Clemente

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