I know a place: un posto dove la musica non è considerata rumore

I know a place: un posto dove la musica non è considerata rumore
C'è chi sogna di poter suonare liberamente. C'è chi sogna di aver un posto dove poter suonare. C'è chi lo conosce quel posto e potrebbe trovarsi a Trento: "I know a place". E' questo il nome attribuito ad un programma di eventi che prenderanno il via questa sera.
Un progetto ideato da un collettivo informale di musicisti ed artisti trentini, del quale ad oggi fanno parte Alchimia, Anansi, Bob and the Apple, The Bastard Sons Of Dioniso e Rebel Rootz, il regista Matteo Scotton e la Babbies Production.
Se quest'estate è stata segnata dal famoso regolamento comunale sui "concertini", ora i musicisti aderenti all'iniziativa vogliono cercare di dare una svolta alla situazione della musica live in regione e alla cronica mancanza di spazi per l'espressione artistica. E lo stanno facendo partendo proprio dall'organizzazione di una serie di serate in luoghi non meglio precisati della città
«"I know a place" vuole organizzare una serie di concerti a sorpresa in pieno centro storico, tentando in questo modo di fare una rete con gli artisti e gli amanti della cultura - ha spiegato Anansi, tra i promotori dell'iniziativa -. Questo collettivo mira a cercare in maniera anche simbolica un luogo dove la musica non sia ritenuta solo “rumore”». Una proposta nella quale si invita a fare musica in modo sano, libero, spontaneo e gratuito, volta a far capire alla cittadinanza e alle istituzioni che la parola musica non significa rumore e disagio, ma cultura e strumento di aggregazione» - si legge nel comunicato inviato dal collettivo. Per questo si tenterà di valorizzare anche le zone già dedicate alla musica di strada
Il collettivo per ora è formato da cinque gruppi del panorama musicale trentino, ma «la speranza è che questo gruppo informale di musicisti diventi sempre più grande - ha affermato Massimo Fontanari, leader dei Rebel Rootz -. Stiamo cercando di creare una rete informativa tra le band, con lo scopo di istituire una sorta di “sindacato” dei musicisti». L’invito a partecipare all'idea di "I know a place" è, quindi, rivolto alle band trentine, ma anche a tutti coloro che in qualsiasi modo abbiano a che fare con il mondo della musica live e a chi promuove o fruisce della cultura in Trentino.
Le locations e le date dei vari eventi, che si terranno nelle prossime settimane, non si sanno ancora.  Si sa solo che la data di lancio dell’iniziativa è oggi, salvo maltempo. Per conoscere tutti i dettagli dell’evento e delle future serate occorre collegarsi alla pagina Facebook di “I know a place” e provare a comprendere il significato degli indizi proposti, seguendo il fiume del passaparola. «L’informazione passerà attraverso i social network - ha concluso il cantante dei Rebel Rootz -. Quindi, basta seguire la nostra pagina e sarà facile capire dove e quando avverranno i concerti». Drizzate le orecchie, perché oggi e nel corso del mese in città risuoneranno le note di “I know a place”.
 

 
I sei obiettivi di "I know a place"
 
1. Vogliamo affrontare il problema legato alle limitazioni imposte agli spazi e agli orari adibiti alla musica nella città di Trento.
2. Vogliamo far capire alla cittadinanza e alle istituzioni che musica non significa rumore e disagio, ma cultura e strumento di aggregazione.
3. Vogliamo valorizzare e riqualificare le aree preposte alla musica di strada.
4. Vogliamo avere un impatto sociale positivo sulla città e sulla cittadinanza.
5. Vogliamo promuovere la collaborazione fra musicisti.
6. Vogliamo creare una rete fra artisti aperta a scambi, idee e proposte al fine di costituire un punto di riferimento per il circuito musicale trentino e per i suoi fruitori presenti e futuri.


Testo: Serena Bressan
Video
: Babbies Production - Soggetto di Matteo Scotton
Nella foto: Anansi (Foto di Andrea Simon)
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/#!/IKnowAPlaceTrento

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