Giubileo: il significato Ecologico

Giubileo: il significato Ecologico

L’8 dicembre scorso si sono spalancate le porte di questo anno celebrativo per i cristiani che ci invita per la prima volta a riflettere sul significato profondo di misericordia. In questa occasione abbiamo deciso di interrogarci e capire tutte le possibili sfaccettature del significato della parola Giubileo. Nella scorsa puntata abbiamo parlato della radice storica della parola, questa è la volta di capire che Giubileo ha anche il significato di anno, in qualche modo, ecologico. Sempre nel Libro del Levitico si legge: “Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non seminerete e non raccoglierete quello che i campi produrranno da sé, e non vendemmierete le vigne non potate. Poiché è il giubileo; esso vi sarà sacro; mangerete il prodotto che vi verrà dai campi.” (Levitico 25:11,12) Ed ai versetti 20 e 21 vengono anticipate le risposte ai dubbi legati all’abbandonarsi alle “raccomandazioni” del Signore:

Se dite: Che mangeremo il settimo anno, se non semineremo e non raccoglieremo i nostri prodotti? io disporrò in vostro favore un raccolto abbondante per il sesto anno ed esso vi darà frutti per tre anni.

Un tempo, non troppo lontano da noi, coloro che coltivavano la terra conoscevano la tecnica della rotazione delle colture, sapevano come “arricchire” il terreno di sostanze “fertilizzanti” rilasciate da coltivazioni diverse. La tecnica, in uso dal medioevo e fino alla fine della metà del secolo scorso, prevedeva anche l’anno di riposo del terreno dove, per un anno, cresceva erba.

In alcune zone d’Italia esistono appezzamenti di terreno suddivisi in strisce larghe appena un metro per tutta la lunghezza dell’area appartenenti a persone diverse. Questo modo di suddividere la terra coltivabile rispondeva ad almeno due esigenze: nessuno aveva solo terra sterile o fertile e tutti erano “costretti” a trovare un accordo per il tipo di coltivazione rendendo gli abitanti “comunità” e facilitando la rotazione delle colture stesse. Ovviamente anche il raccolto veniva poi condiviso.

Poi è arrivata la coltivazione “industriale” delle campagne con l’abbandono delle terre meno fertili, la desertificazione di intere aree montane e lo sfruttamento intensivo delle terre più fertili. L’obiettivo non è stato più la coltivazione affettuosa e rispettosa della terra, ma il rapido arricchimento del proprietario del terreno. La terra impoverita di sostanze è stata nutrita artificialmente con prodotti chimici, l’uso di piante ed animali capaci di allontanare insetti sostituito da disinfestanti e anticrittogamici nocivi per la salute dell’uomo e velenosi per le acque potabili.

Forse il Giubileo appena iniziato potrà essere fonte di riflessione per tornare ad amare e prendersi cura del nostro piccolo pianeta o scorrerà ancora una volta come olio sull’acqua senza penetrare lasciando aride le coscienze. È una scelta che ci appartiene!

Davide Corraro

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