Due anni verso la verità

Intervista a Lorenzo Ferrari di Amnesty International

Due anni verso la verità

di Lorenzo Zaccaria

Sono con Lorenzo Ferrari, coordinatore di Amnesty International - Trento, per ricordare che oggi, 25 gennaio, sono passati due anni dalla scomparsa di Giulio Regeni. È una storia purtroppo conosciuta da tutti noi e stasera ci siamo rincontrati tutti per ricordarlo e per chiedere verità su questa terribile storia. Ma cosa vuol dire rincontrarsi oggi dopo due anni?

Vuol dire continuare a fare quello che abbiamo fatto in questi due anni: due anni di lavoro e mobilitazione per chiedere verità e giustizia. L’occasione di tornare in piazza è appunto data dall’anniversario ma non è tanto una commemorazione della scomparsa quanto continuare a chiedere verità e giustizia. Quindi non tanto guardare quello che, purtroppo, è successo due anni fa ma guardare quello che succede o dovrebbe succedere nei prossimi mesi, quindi fare effettivamente chiarezza su quanto è accaduto in maniera completa e pretendere che i responsabili vengano portati davanti a un tribunale e giudicati.

Dalle parole dei genitori, lette per l’occasione, si leggeva la tristezza ma anche la gratitudine per la forza ricevuta da le associazioni e tutte le persone che oggi erano qui presenti. C’è stata una grande risposta da parte di tutti per il desiderio di fare chiarezza.

Sì, la risposta è veramente notevole. Amnesty International si occupa di violazione dei diritti umani da più di sessant’anni però sono poche le storie che attraggono l’attenzione dell’opinione pubblica italiana. È difficile mobilitare così tante persone per così tanto tempo sempre sulla stessa storia; evidentemente quella di Giulio Regeni ha colpito in profondità l’opinione pubblica e forse ha anche percepito il peso dell’influenza che può giocare perché se abbiamo scoperto delle cose in questi due anni è anche perché l’interesse dell’opinione pubblica ha fatto sì che i giornalisti e le autorità abbiano indagato ed esercitato una pressione per conoscere la verità. Per cui c’è credo la percezione di mobilitarsi e continuare a esercitare una pressione funziona.

Ringrazio Lorenzo Ferrari per l’occasione concessa e verità per Giulio Regeni!

 

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