Dialogo con Beatrice Lorenzin

Ministro della salute al Festival dell'Economia di Trento

Dialogo con Beatrice Lorenzin

di Anna Kovaleva

Non poteva mancare alla dodicesima edizione del Festival dell’Economia dedicato alla “Salute disuguale” Beatrice Lorenzin. Il Ministro della salute è stata accolta al Teatro Sociale questo pomeriggio per un dialogo sul tema del servizio sanitario nazionale e del suo sviluppo. Sono intervenuti anche Giuseppe Remuzzi, direttore del Dipartimento di Medicina dell’ASST di Bergamo e Gilberto Turati, professore associato di Scienza delle Finanze presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Si è innanzitutto precisato che, nonostante le critiche, il sistema sanitario italiano è uno dei migliori al mondo. Non mancano ovviamente le differenze, o meglio le disuguaglianze, non soltanto da regione a regione, ma addirittura tra le diverse ASL. Secondo il ministro, queste disuguaglianze sono il frutto del decentramento e dell’affidamento della regolamentazione e organizzazione di servizi e attività principalmente alle Regioni.  La soluzione individuata da Lorenzin sarebbe quindi quella di “ricondurre ad un’unica linea le politiche sanitarie e creare un controllo più forte”. Per realizzare ciò si è accennato alla nuova legge sui direttori generali, i quali verranno scelti in base a criteri meritocratici tra gli iscritti ad un albo nazionale e avranno l’incarico di perseguire gli obiettivi sanitari fissati dalle Regioni.

Si è parlato anche del problema dei piccoli ospedali, che spesso non sono in grado di affrontare non solo casi complicati, ma anche situazioni comuni come il parto. A proposito, il ministro ha affermato che “Prima di essere un politico sono una donna, per questo voglio partorire in un posto dove non rischio di morire io, non rischia di morire il mio bambino o di nascere con un handicap perché non vi sono gli standard di sicurezza. I punti nascita che non hanno i parametri per permettere alle nostre donne di partorire in sicurezza vanno chiusi, le strutture non nascono per dare posti di lavoro ma per curare le persone”.

Si è anche discusso dei costi, spesso assai elevati, dei farmaci e di come sostenerli. A proposito, Giuseppe Remuzzi ha spiegato che è fondamentale capire e distinguere i costi di produzione e ricerca per far fronte ai prezzi imposti dalle big pharma. Anche qui, il ministro ha sottolineato che il problema dei costi potrebbe essere risolto mediante un approccio più pragmatico con l’industria, non solo a livello nazionale, ma anche europeo o internazionale.

Si è infine fatto cenno al Centro di Protonterapia di Trento, specializzato nel trattamento dei tumori grazie all’utilizzo di un fascio di protoni che irradia il tessuto biologico malato. Si sta infatti concludendo l’iter tecnico sulle tariffe, che verranno rese note tra poche settimane.

Nonostante le proteste verificatesi anche questo pomeriggio fuori dal Teatro Sociale per la recente introduzione della vaccinazione obbligatoria per i bambini, il ministro ha riaffermato la loro necessità per salvaguardare la salute pubblica.

Foto: Ufficio Stampa del Festival dell'Economia

Video: RadUni - Network delle Radio Universitarie Italiane

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