Cooperazione: un concerto per l’Europa

Il Presidente della Commissione UE a unibz

Cooperazione: un concerto per l’Europa

di Giorgia Roda

Ricorrono quest’anno, esattamente il 5 settembre, i 70 anni dalla firma dell’accordo De Gasperi – Gruber. Per l’occasione venerdì 18 novembre, si è tenuto alla Libera Università di Bolzano (Freie Universität Bozen) il convegno “70 anni accordo di Parigi: autonomia e federalismo in Europa”, durante il quale è intervenuto anche il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, in visita per  l’occasione all’ateneo sudtirolese. All’evento erano presenti inoltre le maggiori personalità altoatesine, trentine e del Tirolo austriaco.

L’accordo di Parigi, firmato il 5 settembre 1946 dagli allora ministri degli esteri italiano e austriaco, De Gasperi e Gruber appunto, ha permesso la tutela della minoranza tedesca risiedente nelle Provincie di Bolzano e Trento  dopo il periodo fascista e il secondo conflitto mondiale. In particolare, il trattato reintrodusse l’insegnamento del tedesco nelle scuole, stabilì il bilinguismo nei documenti ufficiali e nella toponomastica, riconobbe la parità tra i due gruppi etnici nel concorrere per l’impiego presso enti pubblici e infine permise il ritorno ai cognomi tedeschi originali, forzatamente italianizzati durante il fascismo.

Nonostante l’innegabile rilevanza sia storica che attuale dell’accordo nella tutela delle minoranze e nello sviluppo della regione, l’evento di ieri si è voluto incentrare sul futuro dell’autonomia e sulle sue potenzialità nel contesto europeo. Si è parlato quindi di integrazione tra culture, di cooperazione, di Unione Europea e di Euregio, a simbolo di questa cooperazione.  

Il molto atteso intervento del Presidente Juncker ha riguardato il principio di sussidiarietà, principio cardine su cui si basa il funzionamento dell’Unione e che permette la coordinazione tra enti locali, Stato e UE. Juncker ha definito la cooperazione tra enti, incanalata nel principio di sussidiarietà, un concerto per l’Europa. La sovranità deve essere ripartita tra i diversi livelli decisionali per colmare ogni anfratto verso i cittadini, ha continuato il Presidente. L’Unione Europea e l’Euro ci proteggono e ci hanno protetto nelle questioni internazionali più complesse come nel caso dell’attacco alle torri gemelle nel 2001 o durante la crisi finanziaria. Per dare continuità alle tutele europee e assicurare la stabilità è necessario però essere uniti e collaborare. Juncker si è espresso successivamente anche in merito alle questioni dei migranti e del terremoto in centro Italia, entrambi problemi europei, in cui l’Italia non deve essere e non verrà lasciata sola.

L’intero convegno è stato seguito anche dagli studenti di unibz, che hanno brevemente incontrato il Presidente della Commissione Europea per una foto prima della sua entrata nell’aula magna, dove si è svolto l’evento.

Immagine: Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento

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