A Christmas Carol. Tra nebbia e spettri per riassaporare l'attesa del Natale

A Christmas Carol. Tra nebbia e spettri per riassaporare l'attesa del Natale

di Lorenzo Caoduro

 Londra. Notte del 24 Dicembre 1843. Ebenezer Scrooge maltratta chiunque: il suo unico dipendente Bob Crachit infreddolito per la mancanza di riscaldamenti, il nipote Fred che lo vorrebbe con lui alla festa di Natale e un gentiluomo che chiede una donazione. Il taccagno uomo d'affari considera le festività “Stupidaggini”, ma quella stessa notte riceverà la visita di quattro spettri che proveranno a fargli cambiare mentalità.

Dal romanzo di Charles Dickens, “A Christmas Carol” si trasforma sul palcoscenico del Teatro Sociale di Trento in un'accattivante Opera. Scritta dal compositore inglese, Ian Bell non vuole essere solo una semplice storia natalizia, ma bensì una riflessione profonda sulle seconde opportunità. L'evoluzione dell'anima di Scrooge si delinea nel corso della storia attraverso la musica dell'Haydn Orchestra, magistralmente diretta da James Southall, e dalle doti attoriali e canore fuori dal comune del tenore Mark le Brocq. La giovane regista Polly Graham, insieme al Responsabile delle Scene e dei Costumi e del Lighting Design (Nate Gibson e Ceri James), confeziona un pacco dono semplicemente perfetto. Ricordando gli aneddoti che le cronache ci lasciano di un Dickens lettore, la Graham struttura l'Opera come se fosse raccontata per strada da un singolo interprete, capace di virtuosismi vocali ed espedienti visivi per differenziare i personaggi e supportato inoltre da un'assistente frizzante ed energica (Veronica Risatti).

A Christmas Carol” è una riflessione per il cervello e un indovinello per gli occhi. È capace di catturare l'attenzione dello spettatore nei piccoli dettagli, come in un guanto o in un ombrello, o addirittura nella percezione fisica del luogo, come per le strade nebbiose della Londra vittoriana. Unico difetto riscontrabile è purtroppo lo schermo dei sottotitoli troppo in alto per il pubblico in platea. Infatti costringe lo spettatore, non avezzo alla lingua, a perdersi parte della scena per leggere il cantato. Nonostante questa piccola nota stonata, l'Opera è da vedere e da non perdere, verrà infatti riproposta al Teatro Sociale Domenica 4 Dicembre alle ore 18, preceduta da un incontro introduttivo all'opera a cura di Francesca Aste alle ore 17.

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