Che ansia

Quando l'università diventa problematica

Che ansia

di Giulia Nicoletti

Che ansia. Che stress. Che depressione.

Sono espressioni, queste, che di sicuro hai usato almeno una volta nella vita. L'ultima, magari, proprio durante l'ultima sessione di esami. Sono diventate estremamente comuni, quasi degli intercalari. Eppure, riflettendoci bene, non veicolano altro che un malessere emotivo.

Essere uno studente universitario non è niente male, e non è un caso se tutti noi ci siamo sentiti dire almeno una volta che gli anni dell'università saranno i più belli della nostra vita. Certo, i lati positivi dell'università sono tanti e indubbi, ma altrettanto vero è che essa sa mettere a dura prova chi la frequenta. Il carico di studio non indifferente, la pressione di ottenere buoni risultati e di laurearsi in tempo, la competitività che caratterizza alcuni ambienti e la mancanza di tempo libero, soprattutto quando si è sotto esami, possono diventare motivi di forte ansia e stress.

Sentirsi sotto pressione a causa dell'università è comune e più che normale; tuttavia, ricerche condotte sugli studenti mostrano che una percentuale estremamente significativa di questi ha a che fare con serie difficoltà psicologiche durante il proprio percorso. Il rapporto per il 2017 del Center for Collegiate Mental Health della University Park, in Pennsylvania, ha messo in luce che uno studente su cinque ha a che fare con disturbi d'ansia e depressione negli anni in cui frequenta l'università.

I disagi piscologici che gli studenti risultano sperimentare durante il loro percorso sono molteplici: secondo l'indagine del 2013 condotta dalla National Union of Students (confederazione delle unioni uiversitarie del Regno Unito) i sintomi più comuni sono senz'altro stress, ansia, insonnia, panico e depressione, ma non è infrequente che situazioni di grave difficoltà possano indurre anche a pratiche di autolesionismo e a pensieri suicidi. A loro volta, le cause scatenanti sono svariate: gli esami e le consegne a breve termine, la mancanza di tempo libero, le preoccupazioni economiche, il senso di solitudine e la lontananza da casa spiccano fra tutte.

Trovare il giusto supporto è fondamentale e per farlo, qui a Trento, si può partire proprio dall'università. L'Ateneo, in collaborazione con l'Opera Universitaria offre, infatti, il Servizio di Consulenza psicologica: si tratta di un spazio di ascolto e di sostegno volto alla prevenzione e alla gestione delle problematiche di tipo psicologico che si possono incontrare durante il proprio percorso di studi. Il servizio, rivolto a tutti gli studenti iscritti (anche a quelli che si trovano in erasmus), mette a disposizine colloqui individuali con psicologi, così come incontri di gruppo, creando così un'occasione per confrontare le proprie esperienze e difficoltà con quelle di altri studenti.

Gli incontri si svolgono in via Santa Margherita, 13 a Trento e presso il Dipartimeno di Scienze della Cognizione e della Formazione in via Mattero del Ben 5/B a Rovereto; nel caso degli studenti erasmus i colloqui si tengono invece via Skype.

img. source: google.com

 

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