“Come Cambiano I Libri”, al via la seconda edizione

Il primo incontro domani sera, con il prof. Sciortino che presenterà le ballate di Enzensberger

“Come Cambiano I Libri”, al via la seconda edizione
Dopo il successo della prima edizione, ritorna quest’anno la rassegna letteraria che ha lo scopo di far incontrare studenti e professori dell’Università di Trento intorno ad una serie di libri, presentati dai docenti, che sono stati particolarmente rilevanti per la formazione di questi ultimi, al fine di instaurare un dialogo sui temi trattati nei testi esaminati ma anche sul percorso professionale intrapreso dai relatori. Il primo incontro sarà domani, 4 Marzo, dalle ore 18 alle 20 in Aula 20 della Facoltà di Sociologia, durante il quale il prof. Giuseppe Sciortino, Direttore del Dipartimento di Sociologia dell’università trentina, presenterà il libro “Mausoleum: 37 Ballate tratte dalla Storia del Progresso”, del poeta Hans Magnus Enzensberger. Uscito nel secolo scorso, il libro tratta, tramite il registro stilistico della ballata, le storie di 37 pionieri della scienza, descrivendo il tema del progresso nella società occidentale analizzandone i tratti positivi ma anche le illusioni che provoca, al fine di offrire una visione del fenomeno il più realistica possibile. In un’intervista rilasciata in anteprima ai nostri microfoni, il prof. Sciortino evidenzia “l’approccio radicalmente critico al progresso” compiuto da Enzensberger grazie a questo libro, scritto “in un periodo storico in cui cominciava a farsi avanti il pensiero post-moderno”, che muove “una critica empiricamente fondata a questo fenomeno”. Il testo, che ha avvicinato il professore ai temi della sociologia che insegna, rappresenta secondo il suo parere “uno stimolo all’erudizione” per le nuove generazioni, “non fine a sé stessa ma fortemente riflessiva”. La lettura di questo testo non offre semplicemente una migliore comprensione del tema del progresso, del contesto storico e delle vite dei pionieri della scienza di cui le ballate trattano, ma anche “un invito alla creatività intellettuale”, che è stata appiattita verso la “prospettiva illusoria dell’utile” nell’epoca in cui viviamo oggi.

(di Giuseppe Confalonieri)

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