“Avvicinamenti”, il cinema per i giovani

Sergio Fant presenta la nuova rassegna del Trento Film Festival.

“Avvicinamenti”, il cinema per i giovani

In occasione del secondo appuntamento della rassegna “Avvicinamenti” del Trento Film Festival, pubblichiamo un’intervista col responsabile della programmazione Sergio Fant.

Ci parleresti innanzitutto di “Avvicinamenti”, rassegna che, essendo legata ai giovani, sentiamo molto vicina?

Il Trento Film Festival si svolgeva tradizionalmente tra fine Aprile e inizio Maggio, in periodi in cui gli studenti non erano in città. Quest’anno (il periodo del Festival è 1-10 Maggio, ndr) abbiamo pensato di riaprire il dialogo con gli studenti che vivono a Trento, cercando di costruirlo passo passo nelle settimane che precedono la rassegna tradizionale. Abbiamo cercato di unire i modelli a noi già noti della rassegna e delle proiezioni annuali, e il risultato è stato questa kermesse con otto appuntamenti itineranti (dal cinema Astra al teatro Sanbapolis, dall’aula Kessler al Centro di formazione internazionale per la cooperazione), per andarci a cercare questo nuovo pubblico, andandogli incontro e facendo la prima mossa.

Puntate quindi a una sorta di fidelizzazione.

Si, cerchiamo di aprire nuovi rapporti con un nuovo pubblico, più giovane, presentando il Festival nelle sue varie anime, dagli aspetti naturalistici a quelli sociali, dal film di fiction al documentario politico, convinti che questo pubblico possa scoprire che c’è qualcosa per tutti, con un’attenzione rinnovata per l’inaugurazione di maggio.

Hai fatto un accenno al programma: ci sono tutti film interessanti e stimolanti, da “Qui”, che presenta una tematica sentita come quella sulla TAV, al nuovo documentario di Ammaniti.

Un criterio di strutturazione di questa rassegna è stato la varietà di proposte, un altro la possibilità di mostrare dei film che non avremmo potuto proiettare al Festival per questioni di tempistiche, come ad esempio “Cloro” o il documentario di Gallianone, “Qui”, che tratta di un tema sentitissimo a Trento. Per noi era importante portare qui questo film e dare l’opportunità agli spettatori di incontrare il regista, questa nuova rassegna ci ha dato l’opportunità di farlo.

Un modo di dare ancora più importanza al Trento Film Festival quindi.

Diciamo che si sono presentati dei casi interessanti e ci sono state delle occasioni fortuite, dalla prima nazionale di “Cloro” alla prima regionale di “Qui”, al documentario di Ammaniti,film girato raccontando storie di italiani andati a vivere in India, che introdurrà un’intera sezione del Festival su questa bellissima  terra.

Un’ultima domanda generale sul Festival, che presenta tante novità quest’anno.

Si, alcune sono state già annunciate, come l’apertura con la proiezione di “Maciste alpino”, con la musica live di Raffaele Casarano, la chiusura con “Vertigine bianca”, importante collaborazione con il CIO, o la già citata rassegna sull’India.  Ci saranno anche altre novità che però teniamo in serbo, essendo il programma, che annunceremo a metà Aprile, ancora in via di definizione.

(di Leonardo Tosi)

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