Cento anni di canto alpino: SOSAT e SAT celebrano la coralità trentina al Buonconsiglio

Il Castello del Buonconsiglio è tornato a essere il cuore della coralità trentina. Nella Sala Gerola, dove il 25 maggio 1926 si tenne la prima esibizione pubblica di un coro alpino, i Cori SOSAT e SAT hanno celebrato il centenario di una tradizione musicale che attraversa generazioni e comunità.

L’appuntamento si è aperto con gli interventi dei presidenti dei due cori, Andrea Zanotti per la SOSAT e Claudio Pedrotti per la SAT, seguiti da una riflessione del giornalista Ferruccio De Bortoli sul valore del canto corale come esperienza di identità, coesione e appartenenza.

Il centenario guarda alle radici di un percorso iniziato negli anni Venti grazie all’intuizione di Nino Peterlongo, che coinvolse un gruppo di giovani cantori nella SOSAT fino allo storico debutto del 1926. Un’esperienza destinata a crescere grazie anche al contributo di figure come Luigi Pigarelli, Antonio Pedrotti e Franco Sartori, che hanno contribuito a definire il repertorio e lo stile della coralità alpina trentina.

Durante l’incontro è stato presentato anche il volume “Cordate vocali. Alle radici del nostro cantare”, curato da Gianluigi Montresor del Centro Nazionale Coralità del CAI, pubblicato in occasione del centenario dei cori SOSAT e SAT e del decennale del Centro nazionale.

Le celebrazioni sono proseguite all’Auditorium Santa Chiara con il concerto congiunto dei due cori: oltre settanta coristi sul palco, senza amplificazione e in allestimento “camera acustica”, per un’esibizione dedicata all’autenticità del canto alpino e con finalità solidale a sostegno de La Rete Società Cooperativa Sociale Onlus.

Il programma del centenario continuerà per tutto il 2026 con nuovi appuntamenti diffusi sul territorio, coinvolgendo l’intero sistema corale trentino.