Fulvio Cortese, presidente di Opera Universitaria, in un recente comunicato stampa ha fatto il punto sulla situazione dell’housing rivolto agli studenti dell’Ateneo trentino, sottolineando i progressi compiuti e i progetti futuri.
Negli ultimi anni l’ente per il diritto allo studio della Provincia autonoma di Trento ha ampliato l’offerta abitativa con il completamento del blocco G di Sanbàpolis, lo studentato di Rovereto, la riqualificazione di Borino a Povo e circa 60 nuovi posti disponibili grazie al DM 481/2024. Cortese ha ricordato anche gli interventi già programmati: lo studentato di Santa Margherita, quello di Piedicastello e ulteriori 120 posti a Trento e Rovereto.
Alla scadenza del bando sono arrivate oltre 600 domande, un dato in linea con gli anni precedenti. Opera ha messo a disposizione circa 230 nuovi posti, a cui si aggiungono le riconferme per 360 studenti già alloggiati e le quote riservate agli studenti internazionali. Grazie alle rinunce fisiologiche, l’ente è riuscito a soddisfare l’intera platea degli aventi diritto.
Cortese ha spiegato che aumentare gli alloggi significa non solo ridurre la pressione sul mercato privato e contribuire ad abbassare i prezzi, ma anche offrire soluzioni di qualità, inclusive e accessibili. Opera dispone infatti di 48 posti con bagno accessibile, stanze con segnali luminosi per ipovedenti e indicazioni in Braille, oltre a 7 alloggi domotici completi e 2 parzialmente domotici, distribuiti tra Trento e Rovereto.
Inclusione, ha sottolineato il presidente, significa costruire una comunità senza barriere, con spazi e servizi pensati per rispondere alle esigenze di tutti: dall’ufficio mediazione al personale presente H24, fino al dialogo costante con l’Università e il territorio per affrontare situazioni di particolare criticità.