Anche in Trentino arriva la "Buona Scuola"

Anche in Trentino arriva la "Buona Scuola"

di Nicola Pifferi

Il sistema scolastico trentino, a partire dall’anno scolastico 2017/2018, sarà pieno di novità. La Giunta provinciale trentina ha infatti approvato il ddl della Buona Scuola in recepimento della riforma nazionale. Le riforme contenute nel disegno di legge dovranno passare attraverso il lavoro delle commissioni consiliari adattandole alla specificità trentina.

Secondo il presidente ed assessore provinciale all’istruzione Ugo Rossi, il disegno di legge aumenterà l’autonomia scolastica. Infatti sottolinea che: “Non si tratta di un semplice adeguamento alla riforma nazionale ma di un’opportunità che abbiamo voluto cogliere per migliorare il sistema scolastico trentino”, aggiungendo “La trasmissione delle conoscenze e delle competenze costituisce oggi, in tempi caratterizzati da rapidi e continui cambiamenti, una delle sfide più complesse e affascinanti. Su questo ci siamo attivati fin dai primi mesi della legislatura, con una serie di azioni che hanno puntato da un lato a rafforzare le innovazioni didattiche e dall’altro ad assicurare stabilità lavorativa al personale scolastico. Questa proposta legislativa mira a cogliere gli elementi positivi che la legge nazionale propone, contestualizzandoli nel nostro sistema scolastico che si colloca, già oggi, ai primi posti in numerose rilevazioni nazionali e internazionali".

Le principali modifiche che si intendono apportare al sistema scolastico del Trentino sono:

• Dall’anno scolastico 2017/2018 i docenti di ruolo saranno assegnati non alle singole cattedre ma a un ambito territoriale e per tre anni. Al docente di ruolo verrà proposto un incarico triennale dal dirigente scolastico in coerenza con il progetto d’istituto. Il docente di ruolo potrà, per determinate classi di concorso, ricevere incarichi da due scuole dello stesso ambito.

• “Introduzione di sistemi di valutazione dell’attività del personale docente”: verrà introdotto un fondo per il merito che ha un importo di 2 milioni di euro. I criteri per premiare i docenti saranno definiti dalla giunta provinciale dopo aver ascoltato, come per tutto il disegno di legge, la voce di sindacati, insegnanti e studenti e per ora si sa che non saranno assegnati sulla base del raggiungimento di un singolo progetto o di un voto.

• Implementazione del sistema di valutazione dei dirigenti scolastici (i presidi).

• dall’anno scolastico 2018/2019 tutti abbiano la settimana corta, ovvero che le lezioni vadano dal lunedì al venerdì. Oggi l’80% delle scuole del primo ciclo la praticano, la sfida è portarci anche le superiori dove occorre coordinare il servizio trasporti e mense.

 

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