C’erano anche duecento trentine e trentini a Roma sabato 17 ottobre per partecipare alla manifestazione la Via Maestra, organizzata dalla Cgil insieme ad altre cento associazioni per chiedere al Governo Meloni un cambio di passo su lavoro, salari, per il rispetto della Costituzione e contro una politica economica che investe in armamenti tagliando il welfare delle cittadine e dei cittadini.
Il corteo è partito da Piazza della Repubblica e ha raggiunto Piazza del Popolo dove si sono svolti gli interventi con la chiusura del segretario generale Maurizio Landini, che ha aspramente criticato la manovra finanziaria allo studio dell’Esecutivo.
I manifestanti hanno sfilato per chiedere più salari e meno precarietà, stipendi e pensioni più alte, la cancellazione dei contratti precari e un vero contrasto al lavoro povero.
Al centro delle rivendicazioni anche una riforma fiscale equa, che riduca il peso fiscale sui salari, tassi gli extra profitti e combatta l’evasione.
Dalla piazza è arrivata inoltre una decisa critica alle scelte economiche del Governo: basta finanziare il riarmo, servono investimenti nella sanità pubblica e nell’istruzione e un piano casa che cominci a dare risposte all’emergenza abitativa.
Forte la richiesta di rimettere al centro le politiche di pace, favorendo la diplomazia per la risoluzione dei conflitti in corso.
Infine la centralità della Costituzione. I manifestanti si schierano in difesa dei valori della Carta, l’equilibrio tra i poteri, l’uguaglianza dei diritti e l’unità del Paese.