Il MUSE lancia FloraDiva, ambizioso progetto dedicato alla digitalizzazione e valorizzazione dell’Erbario Tridentinum, che conta oltre 150.000 campioni di piante, muschi, licheni e funghi raccolti dal XIX secolo a oggi. Coordinato con il National Biodiversity Future Center e con il supporto della Fondazione Caritro e del Museo Civico di Rovereto, il progetto mira a rendere accessibile a cittadini e comunità scientifica questo patrimonio storico, scientifico e culturale.
Le azioni principali prevedono la curatela e il riordino dei campioni, la digitalizzazione tramite tecnologie avanzate e la sperimentazione di algoritmi di intelligenza artificiale per l’estrazione dei dati scientifici. Sarà inoltre attivata una piattaforma di citizen science che permetterà al pubblico di contribuire direttamente al progetto trascrivendo le informazioni dei cartellini dei campioni fotografati. In parallelo, il MUSE svilupperà un nuovo allestimento museale multimediale che permetterà di esplorare il patrimonio botanico in modo interattivo.
“Le collezioni naturalistiche sono beni culturali fondamentali per la ricerca e per la comprensione dei processi naturali e storici”, spiega Maria Chiara Deflorian, responsabile delle collezioni del MUSE. Grazie a FloraDiva, l’erbario non solo sarà conservato e studiato, ma diventerà uno strumento dinamico per l’educazione, la citizen science e la divulgazione.
Guardando al futuro, FloraDiva rappresenta un modello di gestione delle collezioni museali italiane: combinando tecnologia, intelligenza artificiale e partecipazione dei cittadini, il progetto apre nuove prospettive per la valorizzazione della biodiversità storica, promuovendo il dialogo tra scienza, storia e comunità e garantendo che il sapere accumulato in oltre due secoli sia condiviso, accessibile e pronto a ispirare le generazioni future.