Ha aperto ieri al Museo delle Palafitte di Fiavé la mostra Custodi di biodiversità. Apicoltura di montagna tra preistoria e modernità, un percorso dedicato al ruolo delle api nella storia delle comunità alpine e alla loro importanza per la tutela dell’ambiente. L’esposizione è promossa dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali insieme al Comune di Fiavé, al MUSE e al METS – Museo Etnografico Trentino.
Nel messaggio inviato per l’inaugurazione, l’assessore provinciale alla cultura Francesca Gerosa ha definito la mostra “un’occasione straordinaria di riflessione” sul legame tra uomo, territorio e natura, sottolineando come il progetto rappresenti “un esempio virtuoso di come le istituzioni trentine sappiano fare rete” per valorizzare il patrimonio culturale e sensibilizzare sulla tutela della biodiversità.
Il percorso espositivo, curato da Mirta Franzoi e Luisa Moser, unisce reperti archeologici, oggetti etnografici, fotografie storiche e installazioni per raccontare l’evoluzione dell’apicoltura di montagna, dalle testimonianze preistoriche fino all’età contemporanea. Tra i pezzi più significativi figura la replica di un’arnia dell’età del Bronzo rinvenuta nelle palafitte di Fiavé.
La mostra sarà visitabile fino al 13 settembre, tutti i giorni dalle 10 alle 19, e sarà accompagnata da un ricco calendario di visite guidate, laboratori per famiglie e incontri dedicati alle api, alla biodiversità e agli antichi utilizzi di miele, cera e propoli. Un programma pensato per approfondire il valore di questi insetti impollinatori, oggi fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi.