A Federica Meluzzi il premio FBK-IRVAPP “Beniamino Andreatta” 2026 per il miglior studio sulla valutazione delle politiche pubbliche

È andato a Federica Meluzzi, ricercatrice all’Università Bocconi di Milano, il premio FBK-IRVAPP “Beniamino Andreatta” 2026 per il miglior studio sulla valutazione delle politiche pubbliche.

Il premio FBK-IRVAPP, che viene assegnato ogni anno al miglior studio inedito fra quelli di dottorandi e ricercatori distintisi per la solidità metodologica e per l’approccio innovativo, nonché capaci di alimentare il dibattito su una particolare politica pubblica, è stato conferito a Trento nella mattinata di sabato 23 maggio alla Fondazione Bruno Kessler di Trento da Enrico Letta (Presidente di AREL – Agenzia di Ricerche e Legislazione) e Romano Prodi (Presidente Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli).

L’evento, organizzato dall’Istituto per la Ricerca Valutativa sulle Politiche Pubbliche della Fondazione Bruno Kessler (FBK-IRVAPP) diretto da Mirco Tonin, si è svolto nell’Aula Grande di via S. Croce. Dopo i saluti istituzionali, da parte del Segretario Generale FBK Andrea Simoni e del Sindaco di Trento Franco Ianeselli, Romano Prodi ha tenuto un intervento dal titolo “Beniamino Andreatta: lo studioso e il politico” cui è seguita la relazione di Enrico Letta “L’eredità di Beniamino Andreatta e le sfide del progetto europeo”.

Mirco Tonin ha quindi illustrato il premio FBK-IRVAPP intitolato a Beniamino Andreatta, un riconoscimento che valorizza il rigore accademico e l’impegno verso l’interesse pubblico, valori che ispirano il lavoro dell’Istituto per la Ricerca Valutativa sulle Politiche Pubbliche della Fondazione Bruno Kessler.

Federica Meluzzi, la vincitrice del premio, è ricercatrice all’Università Bocconi di Milano, e ha realizzato lo studio dal titolo “The College Melting Pot: Peers, Culture and Women’s Job Search” dedicato alle disuguaglianze di genere all’inizio della carriera lavorativa e in particolare a come, durante gli studi universitari, il confronto con compagne di corso provenienti da aree caratterizzate da maggiore parità di genere possa influire positivamente sulle aspettative e sulle scelte lavorative delle studentesse.