Si è conclusa sabato 7 novembre a Rovereto l’undicesima edizione del Festival Informatici Senza Frontiere, la rassegna di incontri, dibattiti, spettacoli e attività laboratoriali, che dal 5 al 7 novembre ha coinvolto oltre 2.000 persone tra soci, studenti e pubblico. Al centro dell’edizione 2026, il tema “Ctrl+Alt+Human”, una riflessione sul rapporto tra intelligenza artificiale e libertà umana, sulle trasformazioni che le nuove tecnologie stanno portando nella società e sulle responsabilità che accompagnano il loro sviluppo e utilizzo.
Un programma articolato, che ha coinvolto oltre 40 ospiti tra docenti universitari, ricercatori, imprenditori, esperti, attivisti, giornalisti e artisti, chiamati a confrontarsi sulle opportunità e sulle criticità dell’intelligenza artificiale. Dalle conseguenze sul mondo del lavoro e della conoscenza all’influenza degli algoritmi sui processi decisionali, dalla competizione internazionale alle questioni etiche, fino all’impatto ambientale delle infrastrutture digitali, il Festival ha affrontato il tema da prospettive diverse e con linguaggi diversi, cercando di restituirne la complessità.
Tra gli ospiti di questa edizione, Fosca Giannotti, Simone Pieranni, Teresa Numerico e Fabio “Kenobit” Bortolotti, che hanno contribuito ad alimentare il confronto attraverso punti di vista e competenze differenti. Accanto agli appuntamenti di approfondimento, il programma ha esplorato il rapporto tra tecnologia e linguaggi artistici, con momenti dedicati alla danza, alla musica e alla sperimentazione digitale. Tra questi, lo spettacolo di danza che ha portato in scena anche la presenza di un cane robot “KOPPELIA_giardino13”, in apertura al festival, e la presentazione in anteprima mondiale di “Gal”, film realizzato da Roberta Colombo e Nino Orto con il supporto dell’intelligenza artificiale e ispirato a quindici anni di reportage sul conflitto israelo-palestinese. Spazio anche a una riflessione sul costo ambientale dei data center, infrastrutture sempre più centrali nella società digitale.
Una particolare attenzione è stata riservata alle nuove generazioni. Il Festival ha accolto gruppi scolastici provenienti da diverse parti d’Italia, tra cui Modena, Melfi, Parma, Valdagno e Pieve di Sacco, oltre a venti giovani selezionati attraverso il programma di borse di partecipazione, arrivati da città come Messina, Torino e Bari e anche dall’estero. Una presenza che si è affiancata a quella dei soci e dei partecipanti provenienti da diverse regioni italiane.
I laboratori hanno rappresentato uno dei momenti centrali del programma dedicato agli studenti e ai ragazzi, offrendo occasioni concrete per avvicinarsi alle tecnologie e comprenderne il funzionamento. Dalla creazione di immagini e musica con l’intelligenza artificiale al riconoscimento di fake news e deepfake, le esperienze proposte hanno messo al centro la sperimentazione e il pensiero critico. Un percorso pensato non soltanto per acquisire nuove competenze, ma anche per sviluppare maggiore consapevolezza rispetto agli strumenti digitali che fanno ormai parte della vita quotidiana.
“Il tema di quest’anno nasce da una riflessione sul rapporto sempre più stretto tra persone e intelligenza artificiale: mentre utilizziamo queste tecnologie per informarci, lavorare e ampliare le nostre conoscenze, dobbiamo essere consapevoli che, allo stesso tempo, sono loro a influenzare il nostro modo di pensare, le nostre scelte e i nostri comportamenti. È un rapporto complesso, che merita di essere osservato senza pregiudizi e senza giudizi precostituiti”, ha detto Dino Maurizio, presidente del Festival Informatici Senza Frontiere “Come Festival vogliamo offrire uno spazio di confronto, attraverso conferenze, dibattiti, spettacoli e momenti di sperimentazione, per esplorare le diverse sfaccettature di questo cambiamento. Quest’anno abbiamo investito ancora di più nei laboratori per i ragazzi, perché crediamo che educare alla consapevolezza digitale sia fondamentale. La domanda che ci poniamo è come orientare lo sviluppo di queste nuove intelligenze verso la solidarietà e il benessere collettivo, piuttosto che verso il solo profitto, e dove tracciare il confine tra le possibilità della tecnologia e la libertà dell’uomo. Non esistono risposte già pronte: siamo di fronte a una trasformazione nuova, che richiede ricerca, confronto e anche un maggiore impegno delle istituzioni nell’educazione a un utilizzo etico e consapevole, per i cittadini di oggi e di domani”.
“Portare l’intelligenza artificiale fuori dagli ambienti specialistici e renderla accessibile a un pubblico più ampio è una delle sfide che ci siamo posti anche in questa edizione” aggiunge Dalia Macii di Superflùo “Per farlo, abbiamo costruito un programma in cui il dibattito e la divulgazione si sono intrecciati con l’arte, lo spettacolo e la partecipazione diretta, offrendo occasioni diverse per avvicinarsi a un tema che riguarda ormai tutti. Mettere in dialogo discipline e forme espressive differenti consente di aprire nuove prospettive, superare i confini dei linguaggi tradizionali e coinvolgere anche chi solitamente non frequenta questi argomenti. È una direzione che richiede ricerca e disponibilità a sperimentare, ma che riteniamo fondamentale per rendere il Festival un luogo di incontro e confronto”.
Il Festival ha coinvolto la città di Rovereto, intrecciando il programma culturale con momenti di incontro e convivialità sul territorio. Un’occasione per portare il pubblico a vivere la manifestazione anche al di fuori degli spazi dedicati agli appuntamenti, favorendo lo scambio tra ospiti, partecipanti e comunità locale. L’edizione si è svolta inoltre nell’ambito del percorso Eco Eventi Trentino Pro, che promuove l’organizzazione di manifestazioni attente alla sostenibilità ambientale e alla diffusione di comportamenti responsabili, come la corretta raccolta differenziata dei rifiuti, l’impegno nel non spreco alimentare e nell’uso di packaging rispettosi dell’ambiente. Un impegno che invita a considerare l’impatto degli eventi sul territorio e a sensibilizzare organizzatori e partecipanti sull’importanza di scelte più consapevoli.