Intelligenza artificiale, cos’è davvero? Lunedì il seminario con FBK

Di intelligenza artificiale parlano tutti, ma di cosa si parla davvero? Perché i computer che giocano a scacchi e le auto a guida autonoma sono stati definiti “intelligenza artificiale” e Google Maps no? Perché le reti neurali, che negli anni Duemila erano dette machine learning oggi vengono chiamate IA? Se lo chiede Thomas Haigh, storico con una formazione in intelligenza artificiale e informatica, ospite lunedì 9 novembre, dalle 11 alle 12.30, del seminario «Artificial Intelligence: The Brand That Wouldn’t Die», organizzato dall’Istituto storico italo-germanico della Fondazione Bruno Kessler.

Secondo Haigh, l’IA va pensata come un marchio più che come una scienza dai confini definiti: dal 1955 ha venduto soprattutto promesse a università e agenzie di finanziamento, è stata danneggiata dall’eccesso di aspettative negli anni Ottanta ed è stata rilanciata negli anni Dieci con nuovi prodotti.

Haigh è professore all’Università del Wisconsin–Milwaukee. L’incontro, in inglese e nell’ambito del ciclo «AI and history», si tiene all’Aula Piccola del Polo delle Scienze umane e sociali della FBK. L’iscrizione è obbligatoria entro mezzogiorno del 6 novembre su Eventbrite.