“Sono atti miei”, da ottobre riparte la Stagione del Teatro Sociale di Trento

Sarà il nuovo lavoro del celebre regista Ferzan Ozpetek ad inaugurare la nuova Stagione del Teatro Sociale di Trento a ottobre, per lasciare successivamente spazio ad un volto noto del grande e piccolo schermo come Lunetta Savino, che a fine mese sarà la protagonista di Madre Courage e i suoi figli di Bertolt Brecht, nella nuova rilettura di Leo Muscato, prodotto da Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale. Un capolavoro del Novecento riportato alla sua natura più autentica: popolare, emotivo, dialettico, abbagliante.

Un gradito ritorno aprirà invece il mese di novembre. Dopo essere stato tra i protagonisti dell’ultima Stagione con La coscienza di Zeno, Alessandro Haber tornerà sul palco del Sociale con Le ultime lune di Furio Bordon, nuovamente sotto la regia di Paolo Valerio. Un testo di enorme successo scritto nei primi anni ’90, che affronta in modo poetico, ma anche dolorosamente sincero, il tema della fragilità della vecchiaia.

A dicembre sarà tempo per il pubblico di immergersi nel mondo della danza, e con l’avvicinarsi del Natale non poteva esserci niente di meglio di un classico del balletto come Lo Schiaccianoci di Ciajkovskij, qui nella versione proposta da un’eccellenza del panorama coreutico italiano come la MM Contemporary Dance Company di Michele Merola, con la coreografia firmata da Mauro Bigonzetti. Un classico senza tempo, che ha debuttato proprio lo scorso dicembre a Lugano.

Ultimo appuntamento dell’anno con Incendi, opera del celebre drammaturgo franco-libanese Wajdi Mouawad (già presente nella recente Stagione con il capolavoro dal titolo Come gli uccelli), con un volto ormai noto al pubblico regionale come Filippo Dini, qui diretto da Marco Lorenzi. Il nuovo anno si aprirà invece nel segno di un mostro sacro del palcoscenico italiano come Umberto Orsini che, diretto da Massimo Popolizio, porterà in scena Prima del temporale, uno spettacolo di natura autobiografica tra sogno e realtà, che mescola memoria, teatro e storia. A seguire, Davide Enia (scrittore, drammaturgo, interprete e regista palermitano) porterà in scena il suo lavoro dal titolo Autoritratto, un racconto che, a 33 anni dalle stragi mafiose, analizza l’impatto di Cosa Nostra sulla nostra vita di persone, di cittadine e cittadini.

A febbraio toccherà a Daniele Russo che, diretto da Alessandro Gassmann, salirà sul palco del Sociale con Stato contro Nolan (Un posto tranquillo), spettacolo dall’omonimo testo teatrale di Stefano Massini. Un racconto intenso che esplora temi come la manipolazione mediatica, il potere e le fake news. Successivamente, l’attore siciliano Vincenzo Pirrotta sarà il protagonista di Montalbano (La forma dell’acqua), prima trasposizione teatrale del mondo del celebre commissario nato dalla penna di Andrea Camilleri. Il compito di concludere il trittico di appuntamenti di febbraio spetterà ad un volto amato come quello di Rocco Papaleo, che sarà il protagonista di Scheda bianca, il nuovo testo che Emanuele Aldrovandi e Serena Sinigaglia hanno tratto dal romanzo Saggio sulla lucidità del premio Nobel alla letteratura Josè Saramago. Una produzione Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Carcano.

Dopo il successo di Arlecchino muto per spavento (in scena anche a Trento tre stagioni fa), a marzo tornerà la compagnia vicentina Stivalaccio Teatro con una nuova produzione dedicata ad un altro dei grandi personaggi della Commedia dell’Arte: Scaramuccia. Una versione inedita, firmata da Marco Zoppello, giovane ed emergente attore, autore e regista, nonché fondatore della compagnia stessa, da sempre impegnata nella valorizzazione del teatro popolare e della Commedia dell’Arte. A seguire, il pubblico potrà immergersi nel mondo del teatrodanza grazie alla nuova creazione di Alan Lucien Øyen, che vede tra i coproduttori anche il Centro Servizi Culturali S. Chiara. Il coreografo e regista norvegese, una delle voci più emozionanti della scena teatrale contemporanea, porterà sul palco la sua reinterpretazione unica del mito di Antigone, con una messa in scena che fonde teatro, danza e parola – nel solco della grande tradizione del Tanztheater -, arricchita dalla narrazione intima e cinematografica di Øyen, e dalla presenza tra i ballerini della compagnia di alcuni ex danzatori del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch. Conclusione di marzo affidata alla coppia Viola Graziosi e Arturo Cirillo (regia di Giuseppe Dipasquale), protagonisti di Orlando, la commedia, spettacolo tratto da uno dei romanzi più noti di Virginia Woolf: uno splendido esempio di sperimentazione modernista con il genere e la narrazione.

Il mese di aprile sarà infine all’insegna della grande danza, con tre appuntamenti che porteranno a Trento compagnie e coreografi di assoluto prestigio. Primo fra tutti, la Serata di gala che vedrà protagonista il Balletto del Teatro di San Carlo di Napoli diretto dal M° Renato Zanella. Una serata di stile classico e neo-classico dedicata alle grandi firme della coreografia come Petipa, Ivanov, van Manen, Stevenson, Martinez e Zanella. A seguire, toccherà alla Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma con una serata in cui verranno interpretate le creazioni di tre importanti coreografi italiani come Amedeo Amodio, Francesco Annarumma e Jacopo Godani.

Ultimo appuntamento della Stagione con un’eccellenza del panorama coreutico nazionale, e non solo, come la Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, a Trento con una doppia creazione: “Ceneri” firmata da Marcos Morau, e “Doppiogioco” di Philippe Kratz. Lo spettacolo sarà in scena a Trento il 24 e 25 aprile. (La replica del 25 aprile è inserita in abbonamento per il turno della domenica, poiché non è prevista la recita domenicale di Antigone).

“Sono atti miei”, il claim della nuova stagione 2026/2027 gioca sul doppio significato di “atti”, tra struttura teatrale e gesto di scelta personale: andare a teatro diventa un’azione consapevole, intima ma anche condivisa, un atto collettivo. Sedersi in sala significa condividere uno spazio, un tempo e un’esperienza con altri. La campagna “Sono atti miei”, quindi, comunica che abbonarsi è un modo per rendere il teatro qualcosa di proprio e al tempo stesso aperto agli altri: non solo una stagione, ma esperienze che scegli di vivere.

L’offerta di abbonamento per la Stagione del Teatro Sociale 2026/27 include quattordici spettacoli come l’anno scorso, ma ad un prezzo decisamente più vantaggioso compreso tra i 65 e i 210 euro, più basso di quanto avveniva nelle ultime stagioni.

Quest’anno è inoltre possibile sottoscrivere un nuovo abbonamento a sette spettacoli per il turno del mercoledì, ad un costo compreso tra i 50 e 140 euro.

Di particolare rilevanza anche la nuova tariffa ‘ridotto accessibile’, nata dal percorso avviato nella scorsa Stagione dal Centro sul tema dell’accessibilità. In un’ottica di bilanciare l’accessibilità economica con la valorizzazione dell’esperienza artistica, per la Stagione 2026/27 il Centro ha pertanto pensato ad una riduzione del 50% sulla tariffa intera, applicabile sia alla persona con disabilità certificata (≥67%) che al suo accompagnatore.

Il rinnovo degli abbonamenti prenderà il via martedì 21 aprile (fino a sabato 30 maggio), mentre sarà possibile sottoscrivere nuovi abbonamenti a partire da martedì 9 giugno.

Per rinnovare un abbonamento si potrà scegliere tra quattro modalità: presso una delle biglietterie del Centro S. Chiara; scrivendo una mail a puntoinfo@centrosantachiara.it; telefonando al numero verde 800013952; compilando la richiesta online al link https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScSdVarHq9J6lJESFWFFGYZZFURwwl1ICwvX9zEtfQOvi4csQ/viewform

Per rimanere aggiornati su tutte le novità del Centro S. Chiara, consultare il sito www.centrosantachiara.it