Uno studio UniTrento: etichette ecologiche e carbon tax possono ridurre le emissioni senza penalizzare le famiglie

Un’etichetta che indichi l’impatto ambientale degli alimenti, affiancata da una tassa sui prodotti più inquinanti, potrebbe ridurre le emissioni legate ai consumi senza gravare sulle famiglie a basso reddito. È quanto emerge da uno studio dell’Università di Trento pubblicato sulla rivista Journal of Environmental Economics and Management.

La ricerca, condotta attraverso un esperimento con oltre 5.000 consumatori in un supermercato online simulato, ha confrontato gli effetti delle etichette ambientali e di una carbon tax applicata agli alimenti con maggiore impronta climatica, come carne rossa e formaggi. Secondo i risultati, le sole etichette riducono le emissioni del 5,6%, mentre la sola tassa arriva al 9,8%, ma con un impatto economico maggiore sulle famiglie.

La soluzione più efficace è però la combinazione delle due misure: la presenza delle etichette rende infatti sufficiente una tassa più contenuta per ottenere lo stesso risultato ambientale. Se il gettito fiscale venisse redistribuito ai cittadini, spiegano i ricercatori, l’intervento potrebbe diventare equo anche per i redditi più bassi, favorendo al tempo stesso scelte alimentari più sostenibili.