Ingegneri, Di Rosa chiude il mandato: «Ordine più forte». Fugatti rilancia: 470 opere per 3,2 miliardi

Un Ordine più rappresentativo, una professione chiamata a confrontarsi con le sfide dell’innovazione e un Trentino che guarda alle grandi opere come leva di sviluppo economico. È questo il quadro emerso dall’Assemblea generale dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Trento, ospitata al Palazzo della Regione e segnata dal passaggio di consegne tra la presidente uscente Silvia Di Rosa e il nuovo Consiglio eletto per il quadriennio 2026-2030.

Al centro dell’incontro anche il tema delle infrastrutture strategiche, con il presidente della Provincia Maurizio Fugatti che ha illustrato i numeri degli investimenti pubblici in corso sul territorio. Sono infatti 470 gli interventi attualmente in fase di realizzazione, per un valore complessivo superiore a 3,2 miliardi di euro. Risorse distribuite tra mobilità, edilizia scolastica, sanità, ambiente e ciclabilità.

«Si tratta di investimenti che producono infrastrutture, generano lavoro e sostengono il tessuto economico locale», ha sottolineato Fugatti, annunciando inoltre la predisposizione di un provvedimento che consentirà di destinare ulteriori 100 milioni di euro all’edilizia scolastica. Il presidente ha ricordato come il bilancio provinciale abbia superato i sei miliardi di euro, attribuendo parte della crescita agli effetti della politica di investimenti pubblici adottata negli ultimi anni.

Nel dettaglio, il piano provinciale comprende 253 opere stradali per oltre 2,12 miliardi di euro, 59 interventi di edilizia scolastica per quasi 374 milioni, 80 opere di edilizia pubblica per oltre 357 milioni, 31 interventi ambientali per circa 192 milioni e 47 progetti dedicati alla ciclabilità per 167 milioni di euro. A questi si aggiungono 34 grandi opere superiori ai 25 milioni di euro ciascuna, per un valore vicino ai due miliardi, oltre al nuovo Polo ospedaliero universitario del Trentino, stimato in circa 900 milioni di euro.

L’assemblea è stata però anche l’occasione per tracciare il bilancio del mandato della presidente uscente Silvia Di Rosa, che ha guidato l’Ordine dal 2022 al 2026. Numeri alla mano, gli iscritti sono passati da 2.867 a 2.977 professionisti, mentre nel quadriennio sono stati consegnati 296 nuovi timbri professionali, segnale di un ricambio generazionale che l’Ordine ha cercato di favorire anche attraverso l’azzeramento della quota di iscrizione per i primi due anni di attività.

Sul fronte della partecipazione, le recenti elezioni hanno registrato il voto del 47% degli aventi diritto, con il raggiungimento del quorum già al primo turno. Particolarmente intensa anche l’attività formativa: 490 eventi organizzati, di cui 150 gratuiti, con circa il 65% dell’offerta accessibile senza costi agli iscritti.

Di Rosa ha rivendicato inoltre il rafforzamento del ruolo istituzionale dell’Ordine, evidenziato dalla presidenza dell’Assemblea dei Presidenti degli Ordini degli Ingegneri d’Italia ricoperta tra il 2023 e il 2025, dalla riattivazione della Rete delle Professioni Tecniche del Trentino e dal consolidamento del dialogo con Provincia, Consiglio nazionale e altre categorie professionali.

«Lasciamo un Ordine più autorevole, più partecipato e più presente nel confronto istituzionale», ha dichiarato la presidente uscente. Un’eredità che il nuovo Consiglio sarà chiamato a raccogliere in una fase segnata da sfide decisive per la professione: dall’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro all’impatto dell’intelligenza artificiale, fino al riconoscimento del ruolo sociale degli ingegneri nella progettazione delle infrastrutture e nello sviluppo sostenibile del territorio.

Dal 22 giugno il testimone passerà ufficialmente al nuovo Consiglio, che dovrà eleggere presidente e cariche istituzionali per guidare l’Ordine nel prossimo quadriennio.