Intelligenza artificiale e potere digitale: al Festival dell’Economia il confronto sulla nuova globalizzazione

L’intelligenza artificiale non riguarda più soltanto il lavoro: influenza la vita quotidiana, i processi decisionali e gli equilibri geopolitici globali. È questo il tema affrontato al Teatro Sociale del Festival dell’Economia di Trento da Sabino Cassese e Paolo Benanti, in un dialogo dedicato ai nuovi “imperi digitali”.

Al centro del confronto, il ruolo crescente delle grandi aziende tecnologiche nella nuova globalizzazione. “Oggi non sono più gli Stati i protagonisti principali – ha osservato Cassese – ma soggetti digitali sovranazionali che dettano regole e chiedono agli Stati di adattarsi”. Un cambiamento netto rispetto al modello nato nel secondo dopoguerra attorno alle istituzioni internazionali.

Benanti ha richiamato il caso del giudice internazionale Nicolas Guillou, rimasto senza accesso a strumenti essenziali come email, carte di credito e conto bancario dopo decisioni giudiziarie contro i leader israeliani. Un esempio, secondo il docente, del potere esercitabile “con un solo click” nell’ecosistema digitale contemporaneo.

L’attenzione si è poi spostata sull’intelligenza artificiale generativa e sui suoi effetti sociali. “Sempre più persone trattano i chatbot come interlocutori affidabili, sviluppando relazioni che possono diventare rischiose”, ha spiegato Benanti, ricordando le preoccupazioni crescenti, soprattutto tra i giovani, rispetto alle future applicazioni dell’IA. Più che di opportunità o minacce, ha aggiunto, occorre parlare di “sfide”.

Per Cassese, il nodo resta la governance globale delle tecnologie: senza nuove forme di cooperazione internazionale, il rischio è un ritorno a modelli di globalizzazione meno integrati. L’Europa, ha concluso, può intervenire, ma sconta il limite di una dimensione territoriale non sempre in grado di competere con attori realmente globali.