Crisi energetica nei condomìni trentini: spese in aumento e famiglie sotto pressione

La crisi energetica continua a pesare sui bilanci delle famiglie e, in Trentino, trova nei condomìni uno dei suoi punti più critici. Bollette più alte, spese comuni in crescita e difficoltà nei pagamenti stanno diventando una condizione sempre più diffusa nella gestione quotidiana degli edifici.

A lanciare l’allarme è Nadia Zambotti, che parla di un fenomeno ormai strutturale: gran parte del patrimonio edilizio è datato e poco efficiente, con impianti energivori che amplificano l’impatto dei rincari.

Secondo le stime, i costi energetici potrebbero continuare a restare elevati nei prossimi mesi, influenzati soprattutto da dinamiche geopolitiche e dalla disponibilità internazionale di gas naturale liquefatto. Un contesto che rende difficile per famiglie e amministratori programmare le spese.

In Trentino si stimano circa 15.000 condomìni, spesso concentrati in edifici costruiti prima delle normative moderne sull’efficienza energetica. In molti casi gli interventi di riqualificazione non sono stati completati, aumentando la vulnerabilità ai rincari.

Le conseguenze sono già visibili: aumento della morosità, manutenzioni rinviate e spese condominiali cresciute fino al 30-50% negli ultimi due anni. Una situazione che, secondo gli operatori, sta trasformando i condomìni in un vero “termometro sociale” delle difficoltà economiche del territorio.

Una crisi che non riguarda solo i costi energetici, ma il modo stesso in cui si abita e si gestisce il patrimonio edilizio collettivo.