Tabù 2026: al Teatro di Villazzano il festival che indaga la censura invisibile

Dal 14 al 17 maggio 2026 torna al Teatro di Villazzano il festival “Tabù”, dedicato quest’anno al tema della censura e delle sue forme contemporanee.

L’edizione 2026 parte da una domanda chiave: la censura è davvero scomparsa o ha solo cambiato forma? Il festival propone una riflessione su un fenomeno sempre più diffuso e meno visibile, che agisce non solo attraverso divieti espliciti, ma anche tramite linguaggi, algoritmi, immaginari e processi di autocensura.

Il programma intreccia spettacoli, incontri e performance con artisti e studiosi. L’apertura, giovedì 14 maggio a Trento tra Libreria Duepunti e Bookique, sarà dedicata al rapporto tra media e rappresentazione pubblica, con un incontro su “Non si può più dire niente (?)” e un concerto serale.

Da venerdì il festival si sposta a Villazzano con spettacoli, proiezioni e performance che attraversano memoria storica, linguaggi artistici e processi di esclusione, tra cui lavori dedicati a Pier Paolo Pasolini, Carmelo Bene e ai fatti del G8 di Genova del 2001.

Tabù 2026 riduce la forma tradizionale del festival teatrale e sperimenta nuovi dispositivi scenici, tra performance interattive, installazioni diffuse e maggiore mobilità del pubblico negli spazi del teatro.

Un’edizione che si propone come spazio di confronto sulla libertà di espressione e sui suoi limiti contemporanei, visibili e invisibili.