“Romanzo mondiale”: il calcio come specchio sporco del potere

È in libreria Romanzo mondiale – Il gioco sporco del potere, il nuovo lavoro di Marco Niro che usa il calcio come lente per raccontare le zone d’ombra della contemporaneità, tra sfruttamento, corruzione e sportwashing.

L’ispirazione arriva dai Mondiali di calcio giocati in Qatar nel 2022, e si sviluppa attraverso una narrazione corale che attraversa luoghi e destini lontani ma connessi. Al centro della storia c’è lo “Schiavo”, faccendiere senza scrupoli che agisce nei corridoi del potere a Zurigo per garantire l’assegnazione del torneo all’emiro di Petrolia. Parallelamente, il giovane Rashidi lascia la Nigeria per lavorare nei cantieri degli stadi, inseguendo un futuro migliore che si trasforma in sfruttamento.

Accanto a loro si muovono le icone del calcio globale, “Sentenza” e “Mago”, campioni divisi tra ossessione per il successo e rivalità eterna, mentre due teatranti di periferia tentano un sabotaggio grottesco contro il sistema, tra realtà e finzione.

Il romanzo utilizza il calcio come metafora del potere globale e delle sue distorsioni, mettendo in relazione i palazzi del lusso e i cantieri dove si consuma il lato invisibile degli eventi sportivi. Al centro emergono i temi dello sportwashing, dello sfruttamento dei lavoratori migranti e della corruzione delle istituzioni.

L’opera si inserisce nella tradizione della New Italian Epic, mescolando inchiesta, satira e noir in un racconto che trasforma la cronaca recente in allegoria politica e sociale. Un romanzo che quindi non parla solo di calcio, ma del mondo che lo circonda e lo attraversa, e che chiama in causa il lettore senza sconti: perché dietro lo spettacolo, il gioco è tutt’altro che pulito.