Museion presenta la prima mostra personale istituzionale in Italia di Evelyn Taocheng Wang, artista nata a Chengdu e oggi attiva a Rotterdam. Un progetto che attraversa pittura, scrittura, installazione, performance e moda, costruendo un linguaggio visivo stratificato, ironico e profondamente critico.
La pratica di Wang intreccia tradizioni artistiche orientali e occidentali, mescolando memoria personale e autofiction per interrogare temi come migrazione, identità di genere, appartenenza culturale e rappresentazione. La sua “palette” attinge tanto alla calligrafia e pittura a inchiostro cinesi quanto alle influenze europee incontrate nel suo percorso.
La mostra nasce anche dal dialogo con il territorio altoatesino. Luoghi come Piazza delle Erbe, Castel Roncolo e la Chiesa dei Domenicani diventano fonti visive e narrative, trasformate in nuovi dipinti e installazioni che riflettono una percezione personale e poetica della città.
Tra i riferimenti emergono anche Agnes Martin, August Macke e la fiaba de Fratelli Grimm, rielaborati in chiave contemporanea. Il percorso espositivo si sviluppa in più nuclei, tra pitture su seta, installazioni architettoniche e opere che giocano con il motivo della finestra e con la relazione tra interno ed esterno.
La mostra invita a una riflessione profonda sul concetto di paesaggio e identità, tra visibile e invisibile, realtà e immaginazione. Un’esperienza immersiva che, nelle parole dell’artista, si configura come uno “spazio del divenire”, capace di mettere in dialogo corpo, memoria e luogo.
Foto: Evelyn Taocheng Wang, photo: Sol Archer, © Evelyn Taocheng Wang