La crisi in Medio Oriente preoccupa anche le imprese industriali di Trentino e Alto Adige, tra caro-energia, difficoltà di approvvigionamento e nuove incertezze sull’export. Il tema è stato al centro di un webinar organizzato da Confindustria Trento e Confindustria Alto Adige, al quale hanno partecipato oltre cento aziende del territorio per fare il punto sugli effetti del conflitto sull’economia regionale.
«Il conflitto sta complicando l’accesso ai Paesi dell’area, che negli ultimi anni avevano registrato una crescita significativa dell’export regionale», ha sottolineato il presidente di Confindustria Trento Lorenzo Delladio, evidenziando come le nuove tensioni rischino di frenare una delle principali leve di sviluppo delle imprese. Preoccupazioni condivise dal presidente di Confindustria Alto Adige Alexander Rieper, che ha richiamato la necessità di un’azione forte dell’Unione europea per rafforzare la competitività e ridurre la dipendenza energetica e dalle materie prime.
Nel corso dell’incontro gli esperti hanno evidenziato l’impatto delle tensioni geopolitiche sulle catene di approvvigionamento, in particolare per il ruolo strategico dello stretto di Hormuz e dei Paesi del Golfo nella logistica energetica mondiale. In un contesto di forte volatilità dei prezzi, le imprese sono chiamate a diversificare mercati e investire in efficienza energetica e rinnovabili per mantenere solidità e competitività.