“1946. Dal voto per la Repubblica all’Accordo di Parigi”, martedì 1° settembre la mostra a Trento

Un anno che segna una svolta nella storia italiana e che, per il Trentino-Alto Adige/Südtirol, rappresenta anche un passaggio fondamentale verso la costruzione dell’Autonomia. È il 1946, al centro della mostra “1946. Dal voto per la Repubblica all’Accordo di Parigi”, che sarà inaugurata martedì 1° settembre alle 17.30 in piazza Cesare Battisti a Trento.

L’esposizione è promossa dall’Assessorato provinciale alla promozione della conoscenza dell’Autonomia e curata dalla Fondazione Museo storico del Trentino, nell’ambito delle iniziative per l’ottantesimo anniversario dell’Accordo De Gasperi-Gruber.

Il percorso espositivo ripercorre le principali tappe di un anno attraversato da profondi cambiamenti politici e sociali. Il 2 giugno 1946 gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e Repubblica e, per la prima volta a livello nazionale, anche le donne parteciparono alle elezioni politiche. Nello stesso giorno venne eletta l’Assemblea costituente, chiamata a scrivere la nuova Costituzione italiana.

In Trentino il voto per la Repubblica assunse anche un significato legato alle aspirazioni autonomistiche del territorio. La scelta repubblicana arrivò infatti pochi mesi dopo la fine della guerra, in un contesto nel quale si stavano definendo i nuovi equilibri istituzionali e il futuro del Trentino e dell’Alto Adige/Südtirol.

Il passaggio decisivo arrivò il 5 settembre 1946, quando a Parigi il presidente del Consiglio italiano Alcide De Gasperi e il ministro degli Esteri austriaco Karl Gruber firmarono l’accordo destinato a diventare uno dei riferimenti fondamentali per la storia dell’Autonomia. Il documento poneva infatti le basi per la tutela e la convivenza tra i diversi gruppi linguistici e garantiva un ancoraggio internazionale agli impegni assunti nei confronti delle popolazioni del territorio.

La mostra invita così a leggere il 1946 non come una semplice successione di eventi, ma come un passaggio nel quale democrazia, diritti, convivenza e autonomia iniziano a intrecciarsi nella costruzione del nuovo assetto dell’Italia e del territorio trentino-altoatesino.