Torna la rassegna cinematografica La Rampa

Dal 13 marzo al Teatro Sanbàpolis quattro serate alla scoperta di come il cinema racconta Cuba

Torna la rassegna cinematografica La Rampa

Torna per la terza edizione “La Rampa, rassegna cinematografica (su Cuba)”, che per quattro lunedì, dal 13 marzo al 3 aprile prossimi, trasformerà il Teatro Sanbàpolis di Trento in una sala cinematografica per raccontare, attraverso una serie eterogenea di sguardi, storie e registi, la complessa realtà dell’isola di Cuba. 

La Rampa, organizzata da Sanbaradio con l’associazione Filorosso, in collaborazione con l’associazione Harpo e il circolo trentino dell’Associazione di amicizia Italia-Cuba e con il contributo di Opera Universitaria, Università di Trento e Fondazione Caritro, quest’anno gode della prestigiosa partnership con l’ICAIC, l'Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos, e dopo il successo delle prime due edizioni si incentra su un’epoca molto particolare: gli anni ‘60, raccontati attraverso quattro pellicole di diverso genere e sfumatura selezionate da Guido Laino, curatore della rassegna.

“Il decennio del 1960 è di fondamentale importanza per la storia di Cuba e del mondo intero: dopo gli anni di guerriglia sulla Sierra Maestra, i rivoluzionari guidati da Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara costringono alla fuga il dittatore Fulgencio Batista e prendono il potere nel ’59. Gli anni successivi sono dunque quelli dell’entusiasmo rivoluzionario, delle prime radicali riforme, dell’attenzione dell’intero pianeta rivolta al piccolo stato socialista appena instauratosi, ma anche della tentata invasione controrivoluzionaria di Playa Girón (o Baia dei Porci) e della crisi dei missili che portò a un passo dallo scoppio della terza guerra mondiale”, spiega Laino: “Questa edizione della Rampa si concentra su questo decennio di grandi spinte politiche, sociali, idealistiche, ma anche di contraddizioni e tensioni. Lo farà con quattro serate che rappresentano un viaggio nella storia di Cuba e della sua rivoluzione”.

Si comincia lunedì 13 marzo con “Il nostro agente all’Avana”, film del 1958 del grande Carol Reed (l’autore di “Il terzo uomo”), che descrive la Cuba di fine anni ’50, al centro dell’attenzione internazionale in un momento di grande incertezza della lotta fra Batista e i rivoluzionari. Il racconto del clima avvelenato dal gioco spionistico internazionale che si respirava sull’isola è portato avanti con un taglio surreale, costruendo una sorta di commedia degli equivoci in cui un venditore inglese di aspirapolveri diventa il centro delle macchinazioni dei servizi segreti internazionali.

Il 20 marzo è la volta di una serata speciale, dedicata alla Cuba dei primissimi anni di rivoluzione da parte di due grandissimi documentaristi europei. “Cuba anni ’60“ permette di assistere in prima persona, attraverso gli sguardi d’autore dei film proposti, al dispiegarsi della grande energia dell’alba della rivoluzione, quando tutto era ancora da costruire tra difficoltà oggettive e speranze enormi.

Lunedì 27 marzo toccherà invece a uno dei capolavori del cinema cubano, “Morte di un burocrate”, film del ’66 di Tomás Gutiérrez Alea, in cui è ancora la chiave del grottesco a raccontare i primi anni della Cuba castrista, con un tocco satirico e una grazia che attinge al cinema comico muto e ai paradossi kafkiani. Il film sarà proiettato nella versione restaurata da ICAIC in collaborazione con la Cineteca di Bologna (versione presentata nel 2019 a Venezia).

Il 3 aprile, infine, la rassegna si chiude con un film poco conosciuto ma anch’esso di grande importanza per la cinematografia cubana: “De cierta manera” di Sara Gómez, il primo lungometraggio di finzione realizzato da una cineasta donna. Il film è del 1974 (restaurato nel 2021), ma racconta la vita nel quartiere di Miraflores, costruito nel ’62 dagli stessi abitanti che lo andranno a popolare. Si tratta di uno spaccato straordinario sulla vita delle fasce più povere della società cubana, in equilibrio tra il documentario e la finzione: la cineasta infatti mescola il materiale documentario raccolto negli anni (Gómez nasce come documentarista) con una storia d’amore di finzione.

L’ingresso alle proiezioni, tutte con inizio alle ore 21.00, è gratuito fino all’esaurimento dei posti. È possibile prenotare sul sito web del Centro Servizi Culturali S.Chiara, nella rassegna Altri Eventi (https://www.centrosantachiara.it/spettacoli/rassegne/altri-eventi-altro).

 

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