La scimmia nuda balla, ma non (con)vince

La finale dell'Eurovision 2017

La scimmia nuda balla, ma non (con)vince

di Lorenzo Caoduro

"Music is not fireworks but feelings, so let's try to do change this, and bring music back, which is really what matters" con queste parole Salvador Sobral, il cantate del Portogallo, vuole ringraziare per la vittoria all'Eurovision Song Contest 2017.  

Kiev durante la finale si è illuminata e accesa, ha ballato sulle note dei 26 concorrenti da tutta Europa, celebrando la diversità di ogni nazione. Qui vale tutto. Dalle Destiny's child olandesi, le tre sorelle del gruppo O’G3NE, all’ungherese Pápai Joci  che batte il ritmo sul bidone di alluminio del latte, mentre una gitana dai capelli lunghissimi danza per lui. L'estremo nord risponde con la band norvegese Jowst , in scena con il musicista che indossa una maschera a led che gli copre il volto, mentre il cantante sembra un hipster. Per la Croazia invece c’è Jacques Houdek, un gigante buono con guantino argentato che canta un po’ in inglese e un po’ in italiano, sfoderando a tratti la voce da tenore e quella da soprano. Si passa dal muscoloso Imri (Israele), che si scatena con I feel alive, ai fidanzatini di Peynet, dalla Bielorussia, vestiti di bianco, con chitarra decorata da pizzi e merletti.  Per i Sunstroke project (Moldavia) l’arena canta in coro Hey mamma. La bella Dimitra Papadea, in arte Demy, che rappresenta la Grecia, canta This is love fasciata da un abito peplo con spacco malandrino. La performance di Jamala (Ucraina), vincitrice dello scorso anno, viene addirittura disturbata da un fan australiano e il suo lato b. 

Il nostro Francesco Gabbani, partito come favorito, ha dato del filo da torcere agli avversari. Eppure non è bastato il ritmo travolgente di Occidentalis Karma a far trionfare la nostra nazione nella competizione. Gabbani si piazza al sesto posto e torna a casa con il premio della sala stampa del festival. Sul podio trionfano Moldavia al terzo, Bulgaria al secondo e Portogallo al primo posto. 

Tra una cascata di coriandoli dorati Salvador Sobral vince la 62° edizione dell'Eurovision, eppure i suoi occhi e i suoi gesti sembrano essere distanti da tutto quello sfarzo, da tutta quella macchina televisiva che presto lo avvolge. Le sue parole sono sincere, leggere e fortissime, proprio come la sua canzone "Amar pelos dios", che viene cantata un'ultima volta toccando le corde del cuore di tutti. Perchè in fondo il giovane portoghese ha ragione: la musica non è un fuoco d'artificio, ma una questione di emozioni.

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