Funicolare batte treno e scale mobili: la più credibile

Intervista all'assessore Mauro Gilmozzi

Funicolare batte treno e scale mobili: la più credibile

di Nicola Pifferi e Cristina Degli Agli

Su proposta di Mauro Gilmozzi, assessore provinciale trentino per i lavori pubblici, ambiente, trasporti ed energia, il progetto di mobilità alternativa per collegare Povo al centro città è stato inserito ufficialmente nel piano degli investimenti nel settore dei trasporti 2014-2018.

Parliamo di questa funicolare, una scelta che è stata anche contrastata da alcune opinioni uscite sui giornali in questi giorni, quali erano le altre proposte e perché siamo arrivati alla scelta proprio della funicolare?

Dopo aver valutato anche altre ipotesi minori come la scala mobile che da arrivava su fino alla facoltà di ingegneria, dalla quale poi ci si doveva staccare per salire più su verso Povo, bisognava quindi studiare un sistema di tapis roulant alquanto problematico. Avrebbe avuto un senso solo per ingegneria ma tutto il resto a monte sarebbe rimasto scollegato. Abbiamo quindi valutato insieme al Comune e all’Università servendoci di Trentino Trasporti e di tecnici trasportisti, ingegneri che hanno studiato dettagliatamente tutti gli aspetti. Un’altra ipotesi era quella del treno, utilizzare quindi la linea ferroviaria in gestione alla Provincia di Trento  che, partendo dalla stazione dei treni e salendo fino a Pergine poteva fare la fermata di Mesiano. Tra l’altro la fermata è stata anche rinnovata e credo che tutt’oggi sia una struttura comunque al servizio di quell’area. Questa proposta aveva una controindicazione ovvero quella di avere un cadenzamento molto lungo e non riducibile.

L’ipotesi più credibile e più fattibile rimaneva quindi quella della funicolare perché partendo da Piazza Venezia, nelle vicinanze dell’ex Cassa Malati, può salire e fare Mesiano Ingegneria, Mesiano FBK e Povo paese. Infatti oltre alla comunità di studenti che raggiunge le 4000 persone, c’è anche una comunità che è quella di Povo che è di 6000 abitanti e c’è quindi un servizio da fare anche a questa parte di popolazione.

È sicuramente importante pensare anche a loro e infatti le zone interessate non saranno solo Piazza Venezia, Mesiano e basta ma arriverà fino a Povo Centrale, giusto?

Assolutamente sì, quindi ci sarà Povo Polo Tecnologico e Povo Centrale. Ci saranno quindi quattro fermate oltre a quella di testa in via Grazioli: Mesiano Facoltà d’Ingegneria, Mesiano Stazione e le due fermate di Povo.

La linee della funicolare passerà per un tratto anche interrata. Per la partenza possono essere utilizzate le gallerie antiaree ancora presenti in Piazza Venezia e salendo si alterneranno tratti in cui può uscire allo scoperto e altre che dovrà passare sottoterra.

Indicativamente quando potremo aspettarci che questo ibrido tra metropolitana e funicolare ci collegherà a Povo?

In questo momento noi abbiamo fatto questo studio trasportistico  che ne motiva e ne giustifica la fattibilità e sappiamo quanto può costarci, ovvero intorno ai 27 milioni e mezzo, e sappiamo anche quali saranno i costi di gestione. Sappiamo anche quale sarà il calo di utilizzo delle altre linee urbane di trasporto. Abbiamo inserito la proposta nel programma di Trentino Trasporti per quanto riguarda l’acquisizione di finanziamenti europei, che ci aspettiamo coprano circa il 50% del valore dell’opera.

I fondi europei saranno fondamentali nell’aiutare la Provincia e il Comune di Trento per ristrutturare questa rete urbana per la Trento del futuro. Quali sono i progetti prioritari, cosa ci possiamo aspettare sul breve termine e cosa sul lungo termine?

In questa programmazione nella quale abbiamo inserito anche questo collegamento di cui abbiamo parlato, abbiamo anche l’interramento della Trento-Malè a Lavis, abbiamo l’acquisto di nuovi pullman, abbiamo lo spostamento nell’attuale via Fontana dell’officina dei treni in risposta al rumore di cui la città soffre.

Dovremo poi affrontare il tema prioritario del collegamento Nord-Sud per il quale lo studio trasportistico è pronto e attende la definizione dei livelli di finanziamento che potrebbero prevedere somme importanti anche come prestiti a medio lungo termine che permetterebbero di diluire la spesa nel tempo.

Questa programmazione andrà avanti l’anno prossimo, non ci sono certezze.

Un’ultima provocazione, possiamo ancora sperare di vedere Trento non più divisa dalla ferrovia?

C’è questo progetto di raddoppio della ferrovia che è legato di base alla realizzazione del tunnel del Brennero e quindi ad un aumento dell’utilizzo del treno soprattutto per il trasporto merci. È previsto nei prossimi anni, nei prossimi decenni, nel 2025. Noi riteniamo opportuno che per evitare l’aumento di traffico che inevitabilmente seguirà, anche Trento debba avere un bye pass, una circonvallazione ferroviaria che permetta di spostare il traffico e il rumore dei treni.

Puoi embeddare il player utilizzando il codice qui sotto: 

Altro su Sanbaradio

Il progetto di mobilità che prevede la costruzione di una linea alternativa di trasporto pubblico che collega Povo con Piazza Venezia è stato ufficialmente presentato
In arrivo buone notizie per gli utenti della tratta Trento - Povo. E' il carpooling sociale, si chiama Pick Me Up.
In arrivo buone notizie per gli utenti della tratta Trento - Povo. E' il carpooling sociale, si chiama Pick Me Up.

Radio universitarie

Login utente

Powered by

coopmercurio