Capitale della cultura 2018: la parola agli studenti siculi dell'Università di Trento

Capitale della cultura 2018: la parola agli studenti siculi dell'Università di Trento

di Lorenzo Toniolo

Il 31 gennaio è stata annunciata la Capitale Italiana della Cultura, tra le finaliste anche Trento, candidata per ricevere la nomina per l’anno 2018. La   vincitrice è stata Palermo, capoluogo siculo, ma Trento non vuole mollare il marchio Trento18, simbolo di questa candidatura.

Questa sfida, sottolinea il Sindaco Andreatta, è stato lo stimolo per: "ripensare al nostro passato, ad approfondire le potenzialità della cità di oggi e di quella che verrà". Le collaborazioni iniziate e i progetti verranno sfruttati e ottimizzati durante l'anno, per poter favorire spunti di sviluppo nell'anno 2018, anniversario cruciale per la storia trentina e italiana, che ha portato cambiamenti epocali.

Ma cosa ne pensano gli studenti siculi riguardo a Trento e a Palermo?
Gli abbiamo posto alcune domande riguardanti le due città:

Paolo, Economia 

L: Ciao Paolo, qual è stata la tua prima reazione?
Paolo: “Miiinchia!" Sono contento ma con molte domande: Palermo ha mille volti e mille sfaccettature, a volte la più bella a volte la peggiore. È una città di contrasti, ma questa opportunità la premia giustamente.

L: Punti di forza e debolezza di Trento
P: Sicuramente Trento domina in organizzazione e progettualità, ma il problema di valorizzazione della cultura c’è: perché Trento è vivibile? Quali sono le iniziative che coinvolgono gli studenti e premiano i movimenti artistici che partono da una realtà più giovane? Sono domande che mi pongo quando esco in città.

L: Capitale culturale a parte, cosa pensi della città di Palermo?
P: È un mosaico di culture, grecia, normanna, araba, romana, spagnola, francese… In tutto questo però solo un palermitano che la vive riesce a trasmetterne la bellezza. Se dovete visitarla, fatelo in compagnia di un palermitano e la scoprirete più bella, oltretutto Leoluca Orlando, il sindaco, ha reso il centro storico zona pedonale, che ti permette di godertela al massimo.

Simone, International Studies

L: Ciao Simone, quale è stata la tua prima reazione?
Simone: Peccato! Una grande opportunità persa per questa città (Simone vive a Trento da 9 anni). Spero che riesca a vincere questa sfida che viene data al sud italia e a sfruttare a pieno l’opportunità.

L: Punti di forza e debolezza di Trento
S: Trento è in una posizione strategica: è il ponte tra culture del nord e sud Europa. Ha grandi punti di forza come l'efficacia dell'amministrazione pubblica e la qualità dell'università, ma ci sono carenze come il poco sfruttamento degli studenti come risorsa per il territorio e poca integrazione tra cittadini e studenti fuori sede. La percezione della sicurezza oltretuto non aiuta!

L: Capitale culturale a parte, cosa pensi della città di Palermo?
S: Sbagliano a dire “arancina”, arancino è maschile! Scherzi a parte credo il problema più grande sia la radicalizzazione della cultura mafiosa a livello di comunità e governo locale, allo stesso tempo è un bellissimo meltin-pot di culture che hanno portato un forte sviluppo un tempo. È anche l’emblema della situazione meridionale, dove una delle più grandi città è abbandonata dal governo locale e nazionale, ma anche dagli stessi cittadini.

Gianni, Lettere e Filosofia

L: Gianni, quale è stata la tua prima reazione?
Gianni: Sono soddisfatto per il risultato, in realtà avevo sentito della candidatura di Trento, ma di quella di Palermo ne sono stato consapevole solamente all’annuncio della vincitrice. In entrambi i casi sarei stato comunque orgoglioso delle due città!

L: Punti di forza e debolezza Trento
G: Trento è molto forte in diversi ambiti, ci sono moltissime fondazioni e realtà che creano eventi culturali, anche l’università è un grande centro culturale. Se posso dare uno spunto, secondo me dovremmo aprirla di più. Mi spiego: il MUSE ad esempio è molto aperto alla cittadinanza e ha un sacco di riscontro. Il quartiere delle albere si sta aprendo pian piano ed è una cosa che sicuramente, se impostata a vocazione giovanile, potrebbe essere una svolta per la città. Non ci dobbiamo però dimenticare del valore dell’Università e che è un’opportunità per tutti, non solo per gli studenti.

L: Capitale culturale a parte, che mi dici di Palermo?
G: La realtà di substrato siciliana è fantastica, il mio posto preferito Piazza Vergogna con le sue statue maestose. Però nel mio cuore la “vucciria” (il mercato del pesce) mantiene un posto particolare. È qui che senti le voci (urla) e l’energia della città! Poi si mangia bene! 

"La cultura ha un compito nuovo - dice Curioni, Presidente della Commissione, dopo l'annuncio della vincitrice - quello di scendere in campo per alimentare visione e progetti per percorrere la via della modernità e della civiltà" Questa via, come sottolineava il bando, è data anche dalla coesione sociale. In quanto studente di Trento, per quello che ho potuto percepire in questi tre anni di esperienza, penso che sia questa la sfida più grande che vada affrontata. Una coesione intragenerazionale e intergenerazionale non è presente.

Gli strumenti per attuarla ci sono; tavoli di lavoro, associazioni che si occupano di integrazione e supporto, eventi culturali, università ecc. Quello che non si percepisce però, è una linea comune per sfruttare al meglio le potenzialità della città per raggiungere tale obiettivo.

Il 2018 sarà un anno di grande importanza, centenario di eventi di svolta per la nostra storia, ma la sfida di sviluppo della città è quotidiana, ogni opportunità deve essere sfruttata per rendere Trento migliore.

Radio universitarie

Login utente

Powered by

coopmercurio