Torna a Pergine Valsugana il Trentino Book Festival, che inaugura una nuova fase della sua storia. Dal 18 al 21 giugno il festival si presenta come una sorta di “anno zero”, un’anteprima di quello che sarà il suo sviluppo pieno dal 2027, ma già con una fisionomia precisa: non una semplice rassegna di incontri, ma un progetto culturale diffuso capace di mettere in relazione libri, idee, luoghi e comunità. Dopo l’ultima edizione del 2019 a Caldonazzo, il festival ritrova così il proprio spazio nel territorio grazie a una rete di enti, amministrazioni pubbliche, librerie, associazioni e partner culturali, con il Teatro di Pergine come luogo nevralgico e una città intera trasformata in palcoscenico diffuso.
A raccontare il significato di questo ritorno è anche il direttore artistico Pino Loperfido: «C’è una bella notizia per il Trentino e per tutti coloro che amano la letteratura, il confronto delle idee e i libri. Dal 18 al 21 giugno 2026 il Trentino Book Festival torna finalmente a Pergine Valsugana, nelle piazze e nei luoghi che tanti ricordavano e desideravano ritrovare». Loperfido sottolinea inoltre il carattere diffuso e multidisciplinare della nuova edizione: «Sarà un festival aperto alla città, con quattro giorni di incontri che coinvolgeranno autori, giornalisti, filosofi e scienziati. Non semplicemente presentazioni di libri, ma occasioni di confronto, dialogo e scoperta».
Il nuovo corso nasce dall’incontro tra la continuità della direzione artistica storica di Pino Loperfido e una nuova struttura curatoriale che coinvolge Elisa Vettori della Libreria due punti, Fabrizia Mosca della Libreria Athena e l’associazione Il Giardino Segreto – Amici del Libro, nata nel 2022. Insieme ad Ariateatro e alle istituzioni del territorio, il festival punta a ricostruire un presidio culturale capace di coniugare letteratura, arti performative, riflessione civile e valorizzazione dei luoghi. Particolare attenzione è stata dedicata ai percorsi di lettura rivolti all’infanzia e all’adolescenza, che rappresentano uno degli assi portanti di questa nuova edizione. Come sottolinea Fabrizia Mosca, curatrice del programma Junior: «Ogni crescita nasce proprio dall’attraversamento di un limite e la letteratura per l’infanzia e per i ragazzi ha un ruolo fondamentale perché offre ai più giovani strumenti per attraversare questi confini interiori. Leggere significa entrare in territori nuovi e imparare a riconoscere e conoscersi attraverso le buone letture».
Il libro come soglia
La parola chiave di questa nuova fase è soglia. Il tema scelto, “Il libro come soglia”, racconta il libro come punto di riferimento ma anche come confine da attraversare, passaggio tra mondi, linguaggi, immaginari e comunità differenti. Un’idea che attraversa tutto il festival e che ne definisce anche la visione: qualsiasi soglia può essere attraversata con una storia. Non un festival costruito come “supermercato di grandi nomi”, ma una manifestazione pensata per avvicinarsi ai libri e alle testimonianze, per ascoltare storie e persone, per fare del libro uno spazio di incontro e attraversamento. In questa direzione va anche il focus sul libro stampato, rivendicato come oggetto culturale che richiede tempo, profondità di pensiero e una durata diversa rispetto alla velocità del consumo contemporaneo.
A sottolineare il valore culturale dell’iniziativa è intervenuta anche l’assessora provinciale all’istruzione, cultura, giovani e pari opportunità Francesca Gerosa, che ha ricordato il ruolo della lettura come esperienza formativa e civile: «Sfogliare un libro è l’inizio di un viaggio che si compie pagina dopo pagina. Crediamo fermamente nel valore della lettura fin dall’infanzia». Gerosa ha inoltre definito biblioteche e librerie «presidi sociali fondamentali» e ha rivolto un appello ai più giovani «a frequentare questi spazi, a sfogliare un libro e a lasciarsi guidare dalla curiosità».
Le grandi voci e il pensiero civile
Il programma mette insieme narrativa, riflessione civile, divulgazione e sguardi sul presente. Tra i protagonisti di questa edizione ci saranno Gad Lerner, con un incontro dedicato a Israele e alle divisioni del presente; Michela Marzano, che torna al festival dopo essere stata già ospite nelle passate edizioni; Gherardo Colombo, Marcello Veneziani, Vittorino Andreoli e Marco Albino Ferrari, che porterà una riflessione sulla montagna come luogo in cui dal limite può nascere il futuro.
Accanto a loro anche Albana Nabulsi, protagonista di Dieci parole per dire Palestina, in dialogo con Anna Benazzoli e Sara Hussein, in un appuntamento che si intreccia simbolicamente con la mostra fotografica “Luca Chistè. Una preghiera per Gaza”, tra gli eventi espositivi del festival. Il filo che unisce questi incontri è l’idea di ascoltare non solo opinioni, ma testimonianze di chi attraversa davvero certe realtà.
Narrativa, fiction e nuove voci
Uno dei tratti distintivi del nuovo corso è lo spazio dedicato anche alla narrativa e alla lettura di evasione, senza separarla dal pensiero critico. Il festival ospita autrici e autori tra i più letti e interessanti del momento: Sara Fruner, Francesca Maccani, due voci trentine della narrativa contemporanea, ma anche Erica Cassano, Ben Pastor, Giuseppe Festa e Giulia Scomazzon, tra le giovani autrici venete più interessanti di questa stagione.
Una scelta che riflette anche il lavoro quotidiano delle librerie indipendenti sul territorio. Come osserva Elisa Vettori della Libreria due punti, che ha curato parte del programma dedicato alle autrici e agli autori indipendenti: «Sono molto grata di poter fare esondare nel contenitore del festival la continuità del lavoro quotidiano della libreria, quello che facciamo tutti i giorni, ovvero utilizzare i libri come ponti per creare comunità, creando situazioni di incontro e di scambio».
Il programma tiene insieme libri che raccontano il presente, romanzi, storie intime e immaginari differenti, confermando l’idea di un festival che non mette gerarchie tra generi ma che usa la letteratura come spazio di incontro con l’ignoto e con altre forme di esperienza.
Per ragazzi, ragazze, bambine e bambini
Una delle linee più forti del festival è l’attenzione ai più giovani, con un programma che attraversa infanzia, adolescenza e formazione alla lettura. Davide Morosinotto sarà protagonista con Temporali, in un incontro dedicato ai ragazzi, mentre al Castello di Pergine andrà in scena la lettura musicata “Dieci fiabe sottosopra”, con Giuditta Campello e Claudio Cornelli, dal libro Brutto anatroccolo a chi?.
In chiusura del percorso junior, Andrea Oberosler e Soledad Rivas guideranno lettura e laboratorio per bambini con Nonso. Accanto a questi appuntamenti, il festival propone una visione chiara: la lettura come esperienza che comincia dall’infanzia e accompagna la crescita, parlando a bambine e bambini, ragazzi e ragazze, ma anche agli adulti che li accompagnano. In questa stessa direzione va l’incontro di Irene Greco, Leggere l’inatteso, pensato per adulti, formatori e caregiver, intorno alla lettura come strumento per affrontare anche le esperienze più difficili, come il lutto e l’imprevisto.
Festival diffuso: libri, mostre e cultura del cibo
Il Trentino Book Festival non si limita agli incontri con gli autori. Il programma si estende nei luoghi della città – dal Teatro di Pergine alla Biblioteca Comunale, dalla Corte Ex-Filanda a Palazzo a Prato fino al Castello di Pergine – e si accompagna a tre mostre, tra cui quella di Luca Chistè dedicata a Gaza.
A questo si aggiungono gli appuntamenti in collaborazione con Slow Food Editore, che intrecciano libri, sostenibilità, cultura del cibo e degustazioni, confermando l’idea di un festival che dialoga con altri linguaggi e altre pratiche culturali. Anche il bookshop, presente in Sala Maier e nei luoghi della manifestazione, rafforza il ruolo centrale del libro all’interno del festival.